I lupacchiotti perdono i peletti ma non i vizietti. Certo, in quanto lupacchiotti, son proprio carini ma sempre bestie randagie sono. E se li lasci liberi dal guinzaglio e senza museruola, ahimè, di danni ne fanno eccome.

I lupacchiotti in questione sono 4,  tre lupetti e una lupetta.

Le 4 fameliche bestiole, fino a otto mesi fa circa, marcavano il proprio territorio all’interno della bella addormentata città mezzometropolitana di Reggio Calabria. Con maggiore precisione possiamo onestamente dire che da anni, marcavano il perimetro aeroportuale che racchiude l’Aeroporto dello Stretto: il Tito Minniti. Zummando di più sull’area delle due piste di atterraggio e decollo dello scalo reggino scorgiamo meglio, anzi scorgevamo, la reale posizione: l’area tecnica.

All’interno di quest’ultima regnava sovrano l’impero dei quattro pelouche dell’apocalisse capeggiato dal pluri decorato braccobaldo Ing. Visicaro in arte Letterio. Sì Letterio, lo ricordate? No. Ma come no! Quello che, grazie a Fuda, è riuscito a intascarsi stipendi e compensi in SOGAS per oltre un milione di euro in pochi anni , mentre quasi tutti gli altri colleghi morivano letteralmente di fame. Di fianco a sua maestà Letterio altri tre ingegneri, con le palle, completavano l’organico bucolico: l’ingegnera Barone ovvero la responsabile alla sicurezza dei buchi neri aeroportuali in SOGAS; l’ingegnere Calabrò ovvero l’eterno innamorato aeroportuale e l’ingegnere Squillaci ultimo dei quattro arrivato in quel porcile che era la SOGAS.

I poveri ingegneri, con stipendi a fottere, vennero licenziati quando la Sogas, a luglio del 2017, fallì. Dopo alcune vicissitudini la SACAL, comandata dall’ex prefetto De Felice, mise in mostra la tirannide di cui era capace. Successe che la nuova società di gestione propose ai quattro fisici nucleari l’assunzione con mansioni simili a quelle esplicate precedentemente in Sogas. Il branco rifiutò nauseato. Motivo: la Sacal decideva di ricompensarli mensilmente con normali stipendi da CCNL Assaeroporti.  I braccobaldi abituati, infatti, da anni a prebende parlamentari senza fare una minkia ovviamente, offesi, declinarono l’offerta di lavoro. L’ex prefetto De Felice, incazzato da tale incomprensibile rifiuto da parte degli ingegneri, tuonava inviperito contro i quattro dichiarando apertamente finanche ai giornalisti quanto gli stessi si fossero messi di traverso boicottando SACAL nella gestione. Ma l’ex prefetto era così incazzato con loro che gli conferì la direzione lavori di un appalto lametino.

Sconfortati, quindi, da un licenziamento che aveva definitivamente depauperato il loro paniere d’oro costringendoli ad una dieta forzata e lontani dalla mangiatoia Sogas, i quattro iniziarono ad ingegnarsi. E, diciamolo, da scaltri ingegneri con le palle quadrate una ne fanno e cento ne pensano.

Intanto per tutti i licenziati sogas partiva finalmente la NASPI di cui, giustamente, anche gli ingegneri Visicaro, Barone, Calabrò e Squillaci ne avrebbero usufruito. Spiego per chiarezza che la NASPI è l’indennità di disoccupazione che prevede un assegno mensile erogato dall’Inps, per un periodo massimo di 24 mesi, nei confronti di chi perde il posto di lavoro a seguito di licenziamento.

Occorre chiarire che tre dei quattro, con esclusione dello Squillaci, oltre alla normale NASPI che eroga l’INPS, che si aggira intorno ai mille euro, percepiscono una ulteriore indennità (FONDO VOLO) sempre erogata dall’INPS che giova a fargli percepire quanto guadagnavano prima di essere licenziati. Quindi? Quindi continueranno ad incassare dai tremila euro ai quattromilacinquecento euro mensili per ventiquattro mesi.

Le occasioni rendono gli uomini ladri. E che ladri!!!!!!! Da puri segugi a caccia, i quattro ingegneroni, annusata la possibilità di azzannare la lepre, a norma di legge, si costituiscono in studio associato ingegneristico con le super palle e super buchi con sede a ridosso della villa Comunale di Reggio Calabria, e con l’ausilio di sua maestà Arturo, come dicevamo prima, ottengono la Direzione dei lavori in Sacal. Ovviamente per operare in aeroporto agli ingegneri viene rilasciato regolare tesserino di autorizzazione dall’ENAC locale.

Quindi, licenziati a seguito del fallimento della Sogas; rifiutano di essere assunti da Sacal perché gli stipendi, a norma di CCNL Assaeroporti, non erano sufficienti per il loro tenore di vita; costituiscono uno studio associato e ottengono da Sacal la Direzione dei lavori per un ammontare complessivo di 5 milioni di euro dei quali godranno per il 2% più tutto il grasso che colerà a volontà dalle ditte che man mano inizieranno nuovi lavori nelle aerostazioni.

A questo punto chiedo: ma a che titolo ENAC e SACAL rilasciano agli ingegneri i tesserini aeroportuali? Di sicuro non come visitatori. E allora se visitatori non sono, devono per forza essere dei lavoratori. E se sono dei lavoratori, come fanno a percepire la NASPI?

Al quesito, che sicuramente si porranno tutti i nostri lettori, potrà rispondere, spero, sia l’INPS di Reggio Calabria nella persona del suo Direttore o della dirigente Scopelliti sia la Guardia di Finanza impegnata quotidianamente a mettere fine alle più disparate truffe ai danni dell’INPS.

ATTENZIONE, GIRA UNA TRUFFA PERICOLOSISSIMA:
Ci son persone che si ripresentano dicendo: ”Ti giuro che sono cambiata/o”
NON CREDETEGLI!

G.G.

 

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