La notizia data da tutti i tg di prima serata relativamente al pagamento dello stipendio  di Sandro Marcianò nonostante l’avvenuta condanna, per il momento in via definitiva, ha suscitato, nello scrivente e non solo, forte ilarità seguita da brividi di freddo quando sulla schermo è apparsa l’On.le con il nuovo look e con un inedito stupore.

Entrambi (Brancati e Laganà) manifestavano, Urbi et Orbi, indignazione poiché, a loro dire, il caposala Marcianò, già condannato in via definitiva, non essendo più percettore di stipendio dal Novembre 2015, risultava in qualche modo, non si sa quale, dipendente ospedaliero con tanto di retribuzione senza tuttavia spiegare, quando e soprattutto come, mantenesse tale status.

Quasi tutti i giornali nazionali e locali hanno riportato  la notizia con relativo stupore e indignazione.

Niente di quanto detto è vero!

Hanno mentito con la consapevolezza di mentire, sarà la competente A.G. a giudicare le loro esternazioni favorite dalla complicità di tutti gli organi di stampa che hanno ospitato tali bestialità senza verificarne né la fondatezza, né le condizioni di salute dei parlatori.

Penso che se fosse stato in vita il compianto “Miglio Milito”, del quale serbo un simpatico ed affettuoso ricordo, difronte alla inedita coppia di pallonari, avrebbe provato grande imbarazzo.

Vero è

Invece, che Giacomino continua a garantire ruoli apicali e lauti stipendi a chi non possedendo titoli e violentando quanto stabilito dal D.P.G.R. 127/2011, grazie al suo difetto di vigilanza, si ritrova a ricoprire ruoli dirigenziali senza averne i necessari requisiti.

Non so se ha avuto modo di accertare, il Direttore Generale, l’avvenuta restituzione di soldi percepiti a sua insaputa da parte di Grazietta mentre era intenta a svolgere il gravoso lavoro istituzionale che non le consentiva di assolvere al difficile e diuturno lavoro ospedaliero.

L’Italia dello spreco, delle balle e del malaffare, per opera di soggetti moralmente illibati che rimangono tristemente allibiti, trova, nella gestione ospedaliera locrese, l’epicentro di ogni tragicomica parodia della legalità e della trasparenza; grazie a maschere che danno il meglio di sé più nella disgrazia che nella buona fortuna…indipendentemente se è carnevale.

P.S./ seguiranno manifesti e denunce.

Qualche Magistrato onesto e qualche giornalista corretto farà valere la verità.

Pino Mammoliti (Difensore di fiducia di Sandro Marcianò)

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