LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

le coste dello Jonio reggino e del Tirreno fino ad Amantea sono le preferite perché gestite dalla ‘ndrangheta che provvede anche a distruggere le scialuppe con cui i marinai arrivano a terra per poi rimbarcarsi in navi “amiche”

30/05 Nostra Inchiesta. In data 27 giugno 1996, ultimata l’inchiesta  rientrante nelle competenze della Pretura Circondariale, i dottori Francesco Scuderi e Francesco Neri, rispettivamente Capo della Procura e sostituto, trasmettono alla Distrettuale di Reggio Calabria tutta la documentazione in loro possesso per la continuazione delle indagini. Il dr. Neri, nella sua qualità di coordinatore della megainchiesta sui rifiuti radioattivi, è il compilatore della nota che inizia con una premessa molto significativa. Il dr. Neri, premette CHE, il procedimento prende spunto di una denuncia di Legambiente  del 2 marzo 1993, con la quale segnala che in AsproMonte (Gambarie, Zomaro e Limina) vi sono discariche abusive di materiale tossico e/o radioattivo che attraverso navi approda nei porti calabresi e da qui trasportato con mezzi pesanti in montagna; CHE, sono avviati accertamenti peritali a mezzo di due consulenze dell’Istituto Geografico Militare che danno certezze che l’Aspro Monte, per la sua conformazione morfologica, accessibilità e vicinanza ai porti incontrollati, può essere utilizzato come discarica di rifiuti pericolosi e, viepiù con l’utilizzo dei rilevamenti satellitari sono individuati nella provincia di RC almeno quaranta siti idonei per le loro caratteristiche all’utilizzazione; CHE, è controllata nel frattempo una nave, la “KORABY”, respinta dal porto di Palermo per il suo carico radioattivo (scorie di altoforno) e in seguito controllata in REGGIO CALABRIA dove non è rilevato il suo carico letale e tuttavia l’attività d’indagine porta al fermo di PG del Comandante della nave per il quale è stralciato e aperto procedimento penale; CHE, sulla base delle dichiarazioni di tale “BILLY”, gli elementi d’indagine si arricchiscono attorno al traffico e alla gestione delle scorie nucleari in Italia, di cui si occupa, in particolare, la Pretura Circondariale di Matera; CHE, con informativa del 19 maggio 1995, il Comando del Corpo Forestale di Brescia riferisce all’ufficio del dr. NERI di avere appreso l’affondamento doloso a

Capo Spartivento: affondamento di una nave carica di rifiuti radioattivi (Uranio Additivato)

CHE, il Comando della Forestale di Brescia il 4 aprile 1995, comunica che a livello internazionale opera una organizzazione a delinquere, denominata ODM (Oceanic Disposal Management) facente capo al faccendiere Giorgio Comerio, finalizzata all’inabissamento di scorie radioattive in mare; CHE, la società ODM coinvolge molti personaggi governativi e numerosi Stati europei ed extraeuropei già contattati per lo smaltimento dei rifiuti e per l’offerta di siti per lo stoccaggio definitivo del combustibile radioattivo delle centrali (il NOE dei Carabinieri svolge accurati accertamenti investigativi); CHE, l’ufficio del dr. NERI procede alla perquisizione presso l’abitazione del COMERIO, sita in Garlasco (PV) e dalla documentazione acquisiti emerge e quindi conferma la sporca attività del faccendiere nel ruolo di smaltitore di scorie radioattive nel mare¸ CHE, da un primo esame della documentazione sequestrata si rileva un mortale progetto di smaltimento in mare di scorie radioattive attraverso una banditesca scelta dei vari siti nel pianeta Terra e, in particolare, nel mare Mediterraneo, destinati a raccogliere i pericolosi rifiuti; CHE, i progetti acquisiti pongono in evidenza che il faccendiere COMERIO, peraltro aduso al traffico di armi, ha l’intenzione di modificare la nave “RO-RO” precisamente la “JOLLY ROSSO”, per la costruzione di singolari ordigni (le TELEMINE) o per l’alloggiamento e il lancio dei cosiddetti penetratori contenenti rifiuti radioattivi; CHE, da informazioni apprese nei LLOYD di Londra, si viene a conoscenza che nel dicembre del 1990 a LARGO DI CAPO SUVERO (in Lamezia Terme – Calabria) E’ SPIAGGIATA LA JOLLY ROSSO E ROTTAMATA; CHE, SI E’ ACCERTATO, SEMPRE ATTRAVERSO I LLOYD, CHE LA NAVE AFFONDATA DOLOSAMENTE AL LARGO DI CAPO SPARTIVENTO (provincia di RC) IL 21 SETTEMBRE 1987, E’ LA RIGEL BATTENTE BANDIERA MALTESE;

 CHE, la “RIGEL” è all’attenzione degli investigatori della Procura di La Spezia che evidenziano soggetti italiani e stranieri (spedizionieri e agenti della Dogana corrotti) uniti dal senso comune della criminalità organizzata per le megatruffe in danno delle compagnie di assicurazioni che coprono inverosimilmente i rischi del carico mortale, soggetti questi rinviati a giudizio per il reato dalla art. 428 del c.p. (naufragio o sommersione dolosi di navi), mentre per il reato di truffa interviene amnistia; CHE a mio molto sommesso giudizio, nulla può accadere in quello specchio di mare senza la copertura delle famiglie mafiose e da qui l’ipotesi già avanzata dalle colonne del nostro giornale riguardante le grotte tra SAN LUCA e PLATI’ utilizzate, dopo un patto scellerato con lo Stato, per stipare le scorie radioattive; CHE, dagli accertamenti svolti dal compianto Comandante DE GRAZIA, risulta: a) la RIGEL è affondata a venti miglia di CAPO SPARTIVENTO (lat. 37° 58’ N longitudine 16° 69’ Est a quasi 20 miglia dalle coste calabresi; b) l’affondamento doloso non risulta dai registri delle Autorità Marittime locali e nazionali; c) le caratteristiche della nave, cosiddetta carretta – danno una prima conferma delle informazioni fornite dal Corpo Forestale di Brescia; d) la nave, battente bandiera Maltese, è affondata dai malandrini durante il viaggio da Marina di Carrara a LIMASSOL, senza il lancio SOS allo scopo di evitare l’intervento della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria e l’equipaggio tratto in salvo da una nave iugoslava – la KARPAN e fatto sbarcare nel porto di Tunisi; e) dall’ordinanza di rinvio a giudizio della Procura di La Spezia del 20 novembre 1992, emerge che non vi è certezza sulla consistenza, natura e qualità del carico effettivo della motonave¸f) funzionari doganali sono corrotti con una tangente di lire 900.000 a container; g) la tipologia del carico dichiarato, (polvere di marmo e attrezzature), avrebbe trovato conferma nelle ammissioni di alcuni soggetti coinvolti che confessano che il carico trasportato è diverso da quello dichiarato e che è stata architettata una truffa in danno delle società assicuratrici; h) utili per l’accertamento dei fatti delittuosi sono le intercettazioni telefoniche e il linguaggio convenzionale utilizzato per confermare l’affondamento della nave e infatti, la mattina del 21 settembre 1997, tale GINO e FUIANO Vito, parlando al telefono annunciano la nascita di un “bambino”, frase chiarita dagli stessi imputati come direttamente allusiva all’avvenuto affondamento della nave; i) il carico della nave sembra debba assecondare le ipotesi investigative giacchè 60 container sono riempiti di “blocchi di cemento” appositamente realizzati nell’arco di mesi 3 e nel merito fanno luce le dichiarazioni di tale BARONTI RICCARDO, dunque, è certo che uno dei sistemi usuali di smaltimento di scorie radioattive è la cosiddetta cementificazione, ovverosia blocchi di cemento anche se estranea alla logica truffaldina dell’affondamento doloso in quanto zavorra poco costosa – la polvere di marmo caricata a bordo della RIGEL è 1700 tonnellate sistemate a poppa e a prua – ; è inoltre da considerare che il peso del singolo container è del tutto irrilevante per l’inesistenza dei controlli doganali dovuta alla corruzione dei soggetti a tal l’uopo preposti; i) escluso che i blocchi di cemento debbano servire per il rapido affondamento della nave talchè allo scopo vi sono 1700 tonnellate di polvere di marmo come ammesso dagli imputati, e tuttavia ci sono volute circa 10 ore per l’affondamento della carretta e comunque è accertato che il loro peso è ininfluente ai fini dell’ingiusto profitto da realizzare in danno delle società assicuratrici e che peraltro il metodo di ricorrere alla zavorra risulta essere molto …(Continua)

FINE SETTIMA PARTE

CONTINUA

FRANCESCO GANGEMI

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