Le carrette della morte affondate nel mare

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NEL REGGINO SONO PIÙ I MORTI DA SCORIE RADIOATTIVE CHE QUELLI GIUSTIZIATI DAI TRIBUNALI DELLA ‘NDRANGHETA

 

30/4 NOSTRA INCHIESTA. Al Procuratore della Repubblica c/c Pretura Circondariale di Reggio Calabria – dr Francesco NERI – oggetto: informativa relativa alle indagini svolte nell’ambito del procedimento penale nr. 8114/94 RGNR – seguito informativa in data 25.05.1995 nr. 399/41 del Comando Provinciale CC. Reggio Calabria.

“Si riferisce che a seguito di ulteriori accertamenti in merito all’affondamento di unità con carichi di sostanze nocive radioattive, è emerso che la nave RIGEL affondata nel largo di Capospartivento il 21.09.1987 è stata già oggetto di indagini della Procura della Repubblica di La Spezia. Per gli imputati di quel processo è stato richiesto il rinvio a giudizio con ordinanza in data 20.11.1998 del Tribunale di La Spezia. La vicenda trova rilevanza delle indagini in corso in particolare sul sistema di comunicazione usato alle notizie dell’affondamento della nave RIGEL che interessa due indagati che avevano il telefono sotto controllo perché sospettati dalla G. di F. – La tesi principale e quindi gli accertamenti eseguiti fanno perno su una telefonata tra il sig. GINO e il FUIANO VITO con la quale viene annunciata la mattina stessa del 21.09.1987 la nascita di un bambino poi chiarito come allusione all’affondamento della nave. L’uso del telefono quindi è prassi e mezzo per comunicare l’evento e questo evento giunge anche al COMERIO GIORGIO. Infatti nella pagina della sua agenda del 1987 al giorno 21 settembre si rileva un’annotazione in lingua inglese. Si riferisce inoltre, che dalla rotta che avrebbe dovuto assumere la nave “FOUR STAR I” di bandiera SRY LANKA, affondata il 09.12.1988, l’unità dovrebbe essere affondata al largo di Capospartivento. In merito sono in corso accertamenti per individuare la data e l’ora di transito nello Stretto di Messina per individuare il punto stimato di affondamento. Reggio Calabria 16.06.1995.

F.to Il Capitano di Corvetta NATALE DE GRAZIA”.

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Orbene, la Procura Distrettuale di Reggio Calabria, nella persona dell’oggi SNA dr Alberto CISTERNA, affida ad una società, se non vado in buca, facente capo all’ENEA – coinvolta a pieno titolo nello smaltimento assassino delle scorie radioattive (vedi Rotondella) – che non trova la RIGEL stracolma di scorie radioattive. Nessun altro tentativo risulta fatto dalla distrettuale di Reggio Calabria per l’individuazione della nave affondata nei fondali di Capospartivento.

Quelle scorie depositate sui fondali del mare ionico, nel reggino stanno provocando mortalità dovute a malattie tumorali (leucemia, in particolare) e non pochi bambini, specie nel triangolo di San Luca, nascono con anomalie fisiche e/o psichiche irreversibili.

La pesca a strascico che in quello specchio di mare è oramai una prassi costante, comporta seri pericoli alla salute dell’uomo. La verità, signori professionisti dell’antimafia – per dirla con SCIASCIA – i morti da scorie radioattive superano di gran lunga i morti giustiziati dai vari tribunali della ‘ndrangheta.

Sembra che negli anni settanta/ottanta lo Stato abbia concluso un patto scellerato con i NIRTA in base al quale si è pervenuto ad una moratoria. Da San Luca a Platì, mi ripeto, vi sono una serie di grotte sotterranee dove sarebbero stipate le scorie radioattive.

D’altra parte, nelle carte militari stranamente non risultano riportate quelle grotte come si dovesse trattare di una svista concordata. La donna resta immobile, cari Sindaci antimafia del litorale ionico e tirrenico, fino ad arrivare ad Amantea. La ricchezza per quanti rubano è una buona serva ma la peggiore delle amanti, ricorda Francesco Bacone. Cari amici che governate a tutti i livelli istituzionali, non vi sprecate in affermazioni moralistiche e moralizzatrici giacchè sono un lusso provato e molto costoso. Lei, ministro degli Interni e del Governo ombra, on. Marco Domenico MINNITI è d’accordo?

Francesco Gangemi

 

 

 

RETTIFICA

Le cause sono tante che talvolta ci si confonde. Chiarisco e rettifico:

Il defunto ex sindaco Condemi Antonio fu condannato e interdetto perpetuamente dai pubblici uffici non per il caso connesso all’articolo sulla Gazzetta del Sud del 21 Aprile 1988, abusi edilizia con l’ingegnere Sculli ma per tutt’altra questione e cioè per reati gravi perpetrati ai danni sempre della signora Teresa Romeo Marando. Sequestro illecito di immobili e persone “recintate all’interno” dai sigilli posti illecitamente, alle porte degli appartamenti. La Stampa dette ampio risalto alla questione. La signora Romeo vinse la causa. In questo caso la giustizia ha vinto, non sulla questione invece di appalti ed espropri…

 

MISTERI D’ITALIA – CARRETTE DELLA MORTE 

 

Procura della Repubblica presso la Pretura Circondariale di Reggio Calabria

Verbale si assunzione di informazioni (artt. 362 e 549 c.p.p.)

gc

L’anno 1996 il mese Febbraio il giorno 29 alle ore 10.00 in Procura Circondariale di RC in relazione al procedimento n. 2114/94p4 rgnr innanzi al Pubblico Ministero dott. Franco Scuderi e dott. Francesco Neri assistito per la redazione del presente verbale dall’Ass. Giud. Sig. d.ssa Giuseppina Di Bella –

È comparso M Capitano di fregata Bellantoni Giuseppe che, richiesto delle generalità, risponde sono Bellantone Giuseppe nato a Villa San Giovanni, il giorno 8/6/1944 – Reggio Calabria c/o la Capitaneria di Porto.

 Avvertito dell’obbligo di riferire ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito, dichiara:

 Comandante in seconda e Ufficiale tecnico presso la Capitaneria di Porto di Vibo Valentia. ADR: Effettivamente, come risulta dalla relazione redatta a seguito dell’inchiesta amministrativa, sulle cause che determinarono  nella , alla chiusura di detta inchiesta, non vennero effettuate ulteriori accertamenti tendenti ad acquisire dati certi in ordine alle esistenze e caratteristiche delle falle presumibilmente apertesi nella chiglia della nave in quanto l’esame esercitata dal mare durante il lungo periodo di permanenza della nave sulla spiaggia  certamente provocato danni alla chiglia per cui sarebbe praticamente impossibile distinguere lo squarcio originario, o comunque i danni originari, da quelli verificatesi successivamente. Desidero comunque precisare che i compiti della Capitaneria di Porto, in sede di inchiesta sommarie, si esauriscono nelle… immediate delle cause che hanno provocato il sinistro; eventuali ulteriori indagini, se ritenute opportune o necessarie, vengono svolte dall’Autorità superiore alla quale gli atti dell’inchiesta vengono trasmessi. Tale Autorità, nel nostro caso, era la Direzione marittima di Reggio Calabria. Ovviamente, potrebbe muoversi in tal senso l’Autorità Giudiziaria, per cui glia atti vengono trasmessi. L’eventuale successiva inchiesta formale viene disposta dal Ministero ed eseguita dalla Direzione Marittima: non so se sia accaduto nel caso di specie. ADR: Ricordo benissimo che, al fine di recuperare la nave, la società armatrice fece intervenire una società olandese la “Suith Teke”; questa operò per una ventina di giorni sul sito, ma alla fine, peraltro anche dietro mie richieste piuttosto pressanti, mi venne fatto presente che non si riteneva più possibile il recupero perché,  secondo quanto dichiaratomi, la nave era troppo inclinata per cui non era più possibile raddrizzarla, ciò anche alla presenza di un ulteriore falla apertasi sempre sul fianco sinistro. ADR: per quanto ho potuto osservare, la sensazione che ho avuto a suo tempo è che della detta società non abbia evidenziato nessun risultato apprezzabile. Per quanto mi era stato riferito, il loro intervento sarebbe sostanzialmente consistito nella utilizzazione di un pontone, uno dei più grossi esistenti in Europa, il quale avrebbe dovuto sollevare la nave e rimetterla in condizioni di galleggiabilità. Effettuavo dei sopralluoghi quasi giornalmente, anzi preso ogni giorno, o io o un mio collaboratore ci portavamo sul posto perché temevamo che potessero verificarsi fatti di inquinamento. Nel corso di tali sopralluoghi, non ho mai avuto modo di notare lo svolgimento di attività di un qualche rilievo. Ricordo di aver notato la presenza di un TIR e di qualche altro mezzo di trasporto. Mella fase iniziale del loro intervento, ricordo la presenza di uno o più gommoni e di sommozzatori, i quali effettuarono, verosimilmente, delle ispezioni in ordine allo stato della chiglia. Mi pare di ricordare anche che misero in opera un cavo con il quale, verosimilmente, si cercava di raddrizzare la nave. Ricordo che, durante il periodo in cui operò la suddetta società, ebbi modo di notare o comunque mi fu riferito di una presenza praticamente costante di persone nell’arco delle 24 ore, con una attività   costantemente in corso. Ricordo che destò, per la verità, la mia curiosità la circostanza riferitami di un continuo andirivieni di persone e di mezzi in particolare nelle ore notturne. ADR: effettivamente mi venne riferito che si erano recati a bordo militari dell’Arma dei Carabinieri nonché Agenti dei Servizi Segreti; mi risulta anche che a bordo si recò un Procuratore della Repubblica. Debbo precisare che allora l’attenzione della popolazione locale si puntò sulla nave in quanto…. utilizzata, così come ampiamente riferito dalla stampa, fu il trasporto di rifiuti tossici industriali. Ritengo che per gli stessi motivi la nave sia stata oggetto di particolare attenzione da parte di varie autorità. ADR: fu la Capitaneria a fare obbligo alla società armatrice di recintare adeguatamente il cantiere e, comunque, tutta la spiaggia circostante la nave. ADR: L’intervento dei vigili del fuoco per la misurazione della radioattività ambientale, per quanto ricordo, venne sollecitato in relazione ad una serie di circostanze che si determinarono in tal senso. Mi riferisco al comportamento dell’equipaggio il quale dette chiaramente a vedere di non volerne più sapere di tornare a bordo e di volersi allontanare da quel luogo il più presto possibile. Ricordo che per rintracciarli ed interrogarli tutti feci una grandissima fatica. A ciò si aggiunge la cattiva fama della nave, conosciuta come”nave dei veleni” e l’allarme di tutto ciò aveva provocato nella popolazione della zona  come risulta dall’inchiesta, l’indagine effettuata dai vigili del fuoco dette esito negativo e fu per tale motivo che non diedi particolare importanza ad alcuni atti che trovai tra i documenti di bordo, i quali,  per quanto riportato a stampa e comunque sugli stessi scritto, richiamavano la materia della radioattività. Ciò accadde precisamente in seguito alla visita presso la Capitaneria di Porto di Vibo Valentia del dott. Neri, oggi presente, del Maresciallo Scimone e del compianto Capitano De Grazia: in successione temporale ricordo che il dott. Neri mi chiese se tra i documenti di bordo avevo notato qualcosa di strano ed, in particolare sull’acquisto della nave da parte di un certo Comerio. A questo punto, su detta specifica domanda, facendo mente locale, dopo un certo sforzo di memoria riferì al magistrato che tra i documenti esistenti e rinvenuti in plancia vi erano dei fogli come di “battaglie navali”. Tant’è che sorridendo, dissi al magistrato che mi sembrava strano che giocassero a battaglie navali in plancia. A questo punto, il Comandante De Grazia estraeva un documento e mi mostrava un simbolo triangolare che io riconoscevo immediatamente per quello raffigurato in uno dei documenti rinvenuti in plancia. A questo punto ricordai della radioattività. A questo punto il Com. De Grazia, sfogliando il documento mostratomi, mi faceva vedere una cartina che presentava dei quadrati a mò di “battaglia navale” ed io immediatamente dicevo “sono questi”. A questo punto l’Ufficio mostra il frontespizio di un opuscolo della Oceanic Disporla Management In. , raffigurante un simbolo triangolare O.D.M Intestato “Penetratori per il seppellimento delle scorie radioattive”; il Comandante Bellantone riconosce il documento mostrato in quello rinvenuto sulla plancia di comando della MIN Rosso, nonché quello mostratogli dal Com. De grazia in Vibo Valentia. A questo punto il Comandante vuole però precisare che non aveva letto il contenuto del documento perché non ritenuto all’epoca rilevante. Si dà atto che il documento in questione viene controfirmato dai presenti ed allegato al presente verbale. Si dà atto che consta di n. 31 fogli.

……… che dopo aver visto le fotografie contenute nell’opuscolo in questione, ricordavo di aver visto anche questi oggetti a mò di rilievo nel documento rinvenuto a bordo della Rosso. Aggiunge che in grado oggi di sciogliere le riserve che all’epoca aveva fatto in quanto è riuscito a rinvenire la videocassetta filmata durante lo spiaggiamento eseguita da un suo sottufficiale che si trovava imbarcato sulla motovedetta, documento che fu filmato da terra e che viene consegnato all’Ufficio, allegato al presente verbale e controfirmato dai presenti. ADR: ricordo che su richiesta o per prassi, restituimmo anche il documento relativo alle “battaglie navali”, preciso che non ricordo se fu richiesto o per nostra consuetudine. ADR: il varco aperto nel fascione per agevolare il recupero del bunker (gasolio ed olio combustibile, sostanzialmente) interessava il lato dritto della nave, cioè quello di destra. ADR: Mi risulta che la “Smitle take” provvedette alla rimozione di containers, anzi nel periodo in cui operò la Smitle take vennero prelevati e trasportati altrove, con mezzi terrestri, dei containers: ciò è quanto mi fu riferito. Debbo precisare che tale attività venne svolta anche successivamente al disimpegno della Smitle take; ritengo che la Dogana possa fornire informazioni più precise al riguardo. ADR: Ricordo che, durante il tempo in cui operò Smitle take, le condizioni meteomarine sono state spesso sfavorevoli, con grosse onde che andavano ad infrangersi sulla nave. Non so se ciò abbia provocato o meno danni allo scafo. ADR: una nave avente circa 20 anni di vita, come la Rosso, deve considerarsi ancora in grado di navigare ancora per molti anni. A questo punto l’Ufficio esibisce al Com. Bellantone il fascicolo fotografico allegato alla nota informativa 24-1-96 a firma M.llo Sciamone e chiede allo stesso se, a suo tempo, ha avuto conoscenza dello squarcio raffigurato nelle fotografie che mi vengono esibite. Non sonbo in grado di dare alcuna spiegazione in ordine alle cause che hanno provocato lo stesso. ADR: la ditta che effettuò la demolizione della nave inizialmente era stata, dietro espressa richiesta, autorizzata al recupero della stessa, previo raddrizzamento. Tale operazione, però, ricordo bene che non riuscì, per cui la società, anche dietro nostra pressione e non avendo soluzione alternativa, richiese ed ottenne l’autorizzazione alla demolizione. Si da atto, a questo punto, che il teste spontaneamente dichiara che il carico risultante dal relativo “manifesto” era effettivamente a bordo. Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, 26 febbraio 2008

IL CANCELLIERE – CI

Dr Musolino Giuseppe

FINE QUARTA PARTE

CONTINUA

FRANCESCO GANGEMI

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