Ufficiali di Polizia Giudiziaria al soldo del faccendiere Comerio & Soci

cdNostra inchiesta 30/2. Come già abbondantemente evidenziato nel 30/1 circa la perquisizione effettuata nell’abitazione di VICCICA Mario, riporto la relazione di servizio a firma dell’agente di PG STIVAL William “… alle ore 10.30 del 15.05.1995 il maresciallo SCIMONE Domenico dell’Arma dei CC di RC, il sottoscritto e i finanzieri DI LORENZO  Giuseppe e SEVERONI Ivan hanno dato esecuzione al decreto di perquisizione emesso dal SP dr NERI… L’atto veniva debitamente notificato nelle mani della moglie del signor VICCICA Dario, destinatario del mandato del magistrato… La signora presa visione del decreto, si qualificava come avvocato civilista-tributario esercitante, opponendosi all’avio della perquisizione fino all’arrivo del marito in quel momento in volo tra Catania e Roma… Riusciva a comunicare col marito telefonicamente informandolo che erano presenti nel loro ufficio i carabinieri che con mandato di perquisizione volevano sequestrare la documentazione di  COMERIO… Chiusa la comunicazione, la signora ci informava che preferiva che noi aspettassimo a dare esecuzione alle operazioni delegate fino all’arrivo del marito che sarebbe giunto lì a poco tempo… Dopo circa un’ora, 12.00-12.30, arrivò il VICCICA presso i suoi uffici ed abitazione e dopo essersi informato di quanto era successo non si oppose allo svolgimento delle operazioni, precisando però che negli stessi locali era presente anche documentazione relativa all’attività della moglie e quindi non soggetta alla perquisizione delegata… Pertanto lui stesso ci mostrava lo scaffale ove era custodita la documentazione attinente la sua attività, indicando in modo specifico le cartelle pertinenti ai rapporti con COMERIO, nello stesso tempo affermava che non avremmo trovato nulla di interessante… Questo basandosi sulla conversazione telefonica avuta con COMERIO contattato dal  VICCICA dopo essere stato avvertito dalla moglie e prima di presentarsi all’ufficio-abitazione…

L’avvenuta conversazione è comprovata dall’affermazione del VICCICA  che a casa del COMERIO in quel momento stava operando la Forestale di Pavia… Durante l’esame della documentazione, il sottoscritto visionava un dépliant riguardante materiale specifico per rivelazioni sub acque (documentazione agli atti come da verbale di sequestro relativo), il VICCICA visto il mio interesse mi confidò che la MARINA MILITARE acquistava “boe sonar” da una ditta non meglio precisata ad un prezzo di lire tre miliardi cadauna, quando sul mercato erano reperibili a lire duecentocinquanta milioni cadauna… Il VICCICA ripeteva le medesime cose anche agli altri Uff. e agente di PG presenti… Successivamente, durante il rilascio delle sommarie affermazione testimoniali, il VICCICA faceva chiaramente intendere che sia lui che COMERIO erano proprietari di una nave e che il COMERIO aveva già siglato un contratto di massima con il Governo francese e quello austriaco per lo smaltimento di rifiuti radioattivi tant’è vero che stando a quanto ben sapeva il VICCICA il Governo francese aveva messo a disposizione del COMERIO le proprie isole del Nord del continente Antartico, anche se il COMERIO non riteneva economicamente interessante l’utilizzo di queste isole… Dopo precise domande tese ad approfondire o chiarire le dichiarazioni sopra descritte, il VICCICA le ritrattava interamente dichiarando anzi di non essere assolutamente al corrente o a conoscenza degli affari del  COMERIO… Il sottoscritto durante la visione della documentazione rilevava una notevole attività di compravendita di navi, opere d’arte, attrezzature a tecnologia avanzata, immobili e altro… Da detta documentazione emergeva per l’acquisto di una nave in un’asta svoltasi a Palermo e i soldi per l’acquisto erano stati versati dal Banco di Sicilia al VICCICA e in merito a varie attrezzature a tecnologia avanzata… Il VICCICA trattò la vendita per un ammontare di dollari USA dodici milioni ad un ente turco… Tale documentazione non è stata sequestrata in quanto non vi era evidente rapporto con il COMERIO  o altro riferimento a indagini in corso… Ma è stata visionata anche dal Comandante  DE GRAZIA della Capitaneria di porto di Reggio Calabria, giusto sul posto da pochi minuti e subito dopo si riallontanava di nuovo… Verso le ore 15.00, dopo aver chiuso il verbale di perquisizione ma non ancora concluso il verbale di SIT, il sottoscritto e gli altri agenti venivano allontanati dall’Uff. di PG in attesa nel parcheggio sottostante, dopo circa un’ora venivano raggiunti dal Comandante DE GRAZIA, il quale dopo essersi informato del motivo per cui c’eravamo allontanati, mi invitava a risalire dopo aver inutilmente tentato con il telefono di parlare con l’ufficio di P.G… Accompagnato dall’agente DI LORENZO Giuseppe, mi recai di nuovo nell’abitazione del VICCICA, dove l’Uff. di PG mi riferì che avendo avuto problemi con il computer aveva rifatto il verbale di SIT… Alla mia domanda se voleva che l’agente restasse con lui, l’ufficiale mi rispondeva negativamente invitandoci ad aspettare in strada… Il sottoscritto e l’agente DI LORENZO raggiunto il Comandante DE GRAZIA e l’agente SEVERONI nel parcheggio sottostante attesero l’arrivo dell’Uff. di PG arrivato verso le ore 17.00… Brescia 16.05.1995. f.to agente di PG STIVAL William”.

 

Procura della Repubblica c/c la Pretura Circondariale di RC – Sezione di PG Carabinieri – n. 6/31 di prot. – RC 17.05.95 – oggetto: relazione di servizio del Maresciallo SCIMONE Domenico – al signor S. Proc. Della Repubblica dr Francesco NERI: “Durante la perquisizione eseguita nell’abitazione di VICCICA Gerardo alias “DINO”, il predetto spontaneamente chiedeva di fare delle dichiarazioni. A tale sua richiesta veniva compilato a mezzo del computer ivi esistente. Detto verbale veniva compilato in maniera dettagliata. Ultimato detto verbale si lasciava la procedura di stampa ma un abbassamento di tensione prima della stampa causava la perdita del file di spontanee dichiarazioni. Di conseguenza veniva nuovamente compilato il verbale e tra tutti i punti dichiarati dal VICCICA sfuggiva un particolare riferito dal VICCICA e cioè che era a conoscenza che il COMERIO Giorgio per il suo progetto ODM era stato FINANZIATO DALLA BANCA INDOSUEZ (la stessa che finanziò il canale di SUEZ) PER UN IMPORTO PARI A 100 MILIONI DI DOLLARI. Pertanto ritenendo utile tale dichiarazione si riferisce alla S.V. ill./ma. – Maresciallo dei CC Domenico SIMONE”.

MISTERI D’ITALIA – CARRETTE DELLA MORTE 5

Procura della Repubblica c/c Pretura Circondariale di RC – Sezione di PG Carabinieri – verbale di spontanee dichiarazioni rese da VICCICA Gerardo nato a Naro (AG) il 2.12.37 residente a Catania in piazza Michelangelo Buonarroti, nr. 22 domiciliato a Roma in via della Lungarina nr. 65, coniugato, industriale: “Avanti a noi Ufficiali di PG Maresciallo Domenico SCIMONE effettivo alla suddetta Sezione di PG, diamo atto che durante le operazioni di perquisizione domiciliare disposte dalle Procure Circondariali di Reggio Calabria e Matera il signor VICCICA  Gerardo, in rubrica generalizzato, spontaneamente riferisce quanto segue: ho conosciuto il COMERIO Giorgio nel 1990 verso la fine dell’anno a seguito di alcune inserzioni pubblicitarie relative alla Banca Acquavision apparse sulla rivista “NAUTICA” all’epoca ero presidente della società Supermarina Navigazione ed ero interessato all’acquisto di un esemplare ditale barca da posizionare isola di VULCANO. La trattativa non si è mai conclusa per la difficoltà, in quanto il COMERIO si è trovato dopo che aveva trasferito la produzione nell’isola di Malta.  Durante tali contatti mi ha parlato di un’altra sua società “GEORADAR” che ho ritenuto interessante per cui abbiamo formalizzato un rapporto di collaborazione che però non è mai divenuto operativo. Il COMERIO mi ha anche proposto di acquistare la MIN QUEENIE perché gli serviva un progetto che lui aveva in discussione con gli IRANIANI. Anche questa trattativa si è conclusa con nulla di fatto per le forme di pagamento proposte. Successivamente ho ricontattato il COMERIO per avere un preventivo per la fornitura e posa in opera di BOE

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ECOMETEREOLOGICHE. Anche in questo caso non si è arrivati a una conclusione. Dopo un lungo silenzio, COMERIO nel Natale 94 mi telefonava per gli auguri e in quell’occasione io ho messo al corrente di un divertente progetto che riguarda la SIERRA LEONE ed il PRINCIPE DI BISANZIO 

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tale Pietro PALEOLOGO. Si è subito interessato a detto progetto e dopo un paio di giorni mi ha richiamato dicendomi che da accertamenti fatti, le acque territoriali della SIERRA LEONE erano idonee alla realizzazione del suo progetto ODM che si riservava di illustrarmi e si dichiarava disponibile ad effettuare in SIERRA LEONE un investimento di decine di milioni di dollari. Concordavamo un appuntamento per l’8 gennaio 1995 in Roma presso la mia abitazione per discutere il progetto. In quella giornata mi illustrò il suo progetto e fu redatto una bozza di trattato. Tale bozza ha subito delle modifiche nei giorni successivi tramite fax.  Copia di tale bozza è agli atti da voi sequestrati. ADR: con il COMERIO non ho mai concluso affari ma mi sono limitato a trattare e discutere in generale i suoi progetti ma quando si arriva alle conclusioni non si riusciva ad attivarli. Di tutti i progetti a me proposti sono venuto a conoscenza per vie traverse che ODM veniva stipulato un accordo alla mia insaputa nonostante io avessi indicato le disponibilità dei GOVERNANTI DELLA SIERRA LEONE a dare in concessione tre isolette facenti parte dello Stato. Ho considerato una grave scorrettezza tant’è che con COMERIO cessavo ogni tipo di rapporto. Devo inoltre che il Principe di Bisanzio ha contattato il COMERIO avendo rilevato i suoi recapiti telefonici nella bozza di contratto che io avevo inviato al Principe. ADR: conosco l’avvocato LO GIUDICE da diverso tempo ma non lo ho frequentato in quanto lui vive a Catania e non abbiamo mai avuto interessi in comune. È proprio un incontro casuale a Roma dell’avvocato io ebbi modo di conoscere il PRINCIPE DI BISANZIO il quale mi parlò dei suoi contatti CON ALCUNI STATI AFRICANI PER OTTENERE UN TERRITORIO IN SOVRANITA’ ASSOLUTA. Lo stesso mi informava che tra tutti i paesi contattati quello più disponibile era la SIERRA LEONE. In effetti a metà novembre sono stato chiamato dal PRINCIPE che stava trattando con due inviati della SIERRA LEONE ma la trattativa era in fase di stallo. Sono intervenuto alla riunione riuscendo a sbloccarla e arrivare alla firma di un trattato diplomatico, insufficiente però per attivare in SIERRA LEONE degli investimenti europei. Tramite fax la trattativa proseguiva e si riteneva che ove fosse stato possibile disporre di una somma di qualche milione di dollari e di buoni investimenti poteva essere rapidamente concluso. ADR: l’intervento del COMERIO e dell’ODM potevano essere determinanti per tale conclusione senonché il comportamento del COMERIO che recandosi a SIERRA LEONE alla nostra insaputa faceva cadere la nostra trattativa. A seguito di tale comportamento ho interrotto i rapporti con il COMERIO e di conseguenza il Principe di Bisanzio li interrompeva con me. ADR: il nome del GRUPPO LI GRESTI mi è stato fatto dall’avvocato LO GIUDICE come suoi possibili investitori. Ma da mie indagini il tutto era solo un’illazione. ADR: il Principe di Bisanzio so che abita in un paese della cintura di Milano. ADR: ho avuto il titolo di ministro dell’industria dell’impero di Bisanzio dopo aver curato le

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trattative con i rappresentanti di SIERRA LEONE. Devo precisare che sono il ministro di una Stato giuridicamente inesistente per cui non ho mai esercitato tale titolo. L’unica occasione in cui mi sono scritto ministro dell’industria dello Stato di Bisanzio è stato quando abbiamo predisposto la copia della bozza di contratto di COMERIO, ma non aveva nessun valore. Come del resto era ben noto al COMERIO. ADR: non faccio parte di nessuna associazione legata a Malta o ad essa collegata. ADR: a MALTA sono andato una sola volta in quanto non sono stato invitato da quel governo per vedere se era possibile estendere la navigazione della mia società sino a Malta, ma detta possibilità era assolutamente inesistente poiché era in atto una “CONFERENCE” per il traffico su Malta. ADR: non ho altro da aggiungere. FLS”. L’intreccio malavitoso tra faccendieri, alcuni avvocati, Principi e Stati, mafia, massoneria e ‘ndrangheta è basato sulla disponibilità, in particolare, da parte del brigante COMERIO, di migliaia di centinaia di dollari che in parte sarebbero stati forniti sia dall’Unione Europea, sia dagli Stati Uniti e sia da malaffari cresciuti all’ombra di tutti i servizi segreti di mezzo mondo. Oltre alla Somalia, paese in cui sono stati sparati siluri pieni di scorie radioattive, more solito, la vera pattumiera è stata ed è la Calabria, in particolare il reggino fino a raggiungere Capo Rizzuto passando da Amantea. In tale, a dir nulla, pericolosa e inquietante cornice ha agito un uomo togato, il dr Francesco NERI, miracolosamente uscito indenne da un’indagine che seminò morte e distruzione ambientale. È inimmaginabile che i vari cosiddetti governatori della Calabria non sapessero e non sappiano nulla, neanche per sentito dire, di questa organizzazione mafiosa e ‘ndranghetistica che traeva e trae lucro dal micidiale traffico delle scorie radioattive? E la commissione parlamentare antimafia come mai non si interessa di tale fenomeno malavitoso che ad oggi infetta e infesta mezzo mondo e in particolare la Calabria? Perché è stata insabbiata l’inchiesta giudiziaria e con l’avallo di quali Ministri degli Interni e della Giustizia, nonché dei Capi di Governo succedutisi nel tempo? Chi è il COMERIO? Una sorta di Jack lo Squartatore con licenza di uccidere? È immaginabile che nessuno sia stato e sia in grado di strappare dalla bocca dei vari COMERIO il lecca-lecca? Probabilmente il POLITBJIURO’ del vecchio PCSU era molto più chiaro dei

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nostri quaquaraquà. È vero, in Calabria in particolare si produce carbonchio e botulino che uccidono paralizzando l’uomo e aflatossina che ci pianta il cancro nel fegato, nonché clostridio un gas che causa la cancrena. La vicenda dello smaltimento dei rifiuti radioattivi presenta, sempre e comunque, dei lati molto oscuri che fanno intendere quale fosse e quale sia l’interesse dei Governi, l’Italia in testa, a depistarle servendosi di funzionari infedeli come nel caso di specie, di ufficiali di Polizia Giudiziaria, eccetera, eccetera. Quell’ufficiale, ad esempio, che manda via, senza alcuna apparente ragione gli agenti che stanno per iniziare il verbale di sommarie informazioni parcheggiandoli in strada così contravvenendo all’ordine dato dal compianto Comandante DE GRAZIA che peraltro non riesce a contattarlo telefonicamente. Se non ci fosse stata questa copertura, sicuramente il VICCICA avrebbe verbalizzato le confidenze che sarebbero state di grande interesse allo svolgimento delle indagini in corso. L’ufficiale, addirittura, rappresenta agli agenti di aver dovuto rifare il verbale di sommarie informazioni a causa dell’abbassamento dell’energia elettrica che avrebbe mandato in tilt il computer e come se non bastasse fa allontanare i due agenti rispediti negli uffici del VICCICA dal Comandante DE GRAZIA. Tali anomali e devianti comportamenti rafforzano l’ipotesi o la certezza, almeno per quanto mi riguarda, che il DE GRAZIA fosse talmente scomodo da farlo avvelenare da quanti avessero l’interesse che l’indagine fosse insabbiata, come nella sostanza è stato. Dall’informativa dei bravi agenti di PG è facile evidenziare quale fosse l’interesse del Governo francese allo smaltimento dei rifiuti radioattivi da scendere a patti con il faccendiere COMERIO, portatore di morte e di disastri ambientali, offrendogli, dietro pagamento di sostanziose tangenti, finanche delle isole per il loro inabissamento anche se lo stragista ritenesse economicamente povera la scelta dei siti proposta dai francesi.

32/2 Francesco Gangemi

MISTERI D’ITALIA – CARRETTE DELLA MORTE 6

 

Da Isola Capo Rizzuto a Capo Spartivento la Calabria è una pattumiera avvelenata dall’antistato dello Stato

 

I calabresi fanno parte di una razza inferiore e vanno eliminati con le scorie radioattive

 

30/3. Nostra inchiesta. Corpo Forestale dello Stato – Settore Regionale di Polizia Forestale – Brescia. Verbale di sommarie informazioni testimoniali spontaneamente rese dal sig. CHARLES NICHOLAS MURRAY dottore in oceanografia dell’Unione Europea con sede in Ispra (VA): “Addì 08.06.1995 alle ore 12.00 negli Uffici dell’Unione Europea C.C.R. in Ispra, dinanzi a noi ufficiali di PG dottoressa Carla GARIBOLDI e maresciallo EMERENZIANI Silvano è presente il sig. CHARLES NICHOLAS MURRAY, il quale viene sentito quale persona a conoscenza dei fatti, a norma del cpp in merito alla documentazione riguardante il progetto  DODOS e rapporti intercorsi con società facenti capo a COMERIO Giorgio. ADR: lo sviluppo del progetto DODOS fa parte di un programma della Comunità Europea sulla fattibilità dello stoccaggio di scorie radioattive in ambiente naturale terrestre o marino della durata di 12 anni con inizio nel 1977 circa. Dopo circa ¾ anni di esperimenti in mare si è posto il problema della trasmissione dati da strumenti al fondo satellite. Si è quindi pensato ad una boa nella quale fosse contenuta la strumentazione per i rilevamenti e la trasmissione dei dati. A questo scopo veniva indetta una gara d’appalto a cui hanno partecipato 15/20 ditte europee che è stata vinta dalla ditta M.E.I. limited St. Peter Port Guernsey facente capo a COMERIO Giorgio. L’appalto è stato d’importo di 100.00 ECU. La fornitura veniva effettuata nell’arco di 3 anni nel rispetto delle caratteristiche di progettazione; durante tale periodo i contatti con la M.E.I. avvenivano unicamente tramite il COMERIO ed un signore svizzero di Lugano, del quale, a richiesta, mi riservo di fornire le generalità, il quale è stato presente nella fase di definizione del contratto. Il programma è terminato nel 1988, data nella quale la boa è arrivata al centro ed è stata posizionata sul lago. Per circa due anni venivano effettuate sperimentazioni con la boa di monitoraggio ambientale trasmettendo dati via meteosat al centro. Nel novembre 1988 è stato effettuato un documentario da parte della televisione svizzera italiana sulla boa al fine di pubblicizzare l’utilità dei monitoraggi ambientali. Questo poiché il programma di inabissamento rifiuti radioattivi, da cui aveva avuto origine il progetto DODOS, era stato firmato nell’88. Il Centro ricerche di Ispra propose allora l’utilizzo del Know-How per altri impieghi, di carattere ambientale, riducendo così al minimo di finanziamento necessario. Tale proposta non venne però accolta e dopo circa un anno di programma ebbe termine definitivamente con la boa ancora posizionata sul lago. Sei mesi dopo veniva sottratta in circostanze oscure la parte elettronica che consentiva il nucleo della boa, l’accertamento del furto è avvenuto casualmente alcune settimane dopo il fatto e che l’estrazione della parte elettronica è comunque un’operazione molto complessa e lunga e necessitava una notevole esperienza e conoscenza anche perché la boa era vista delle sponde del lago. Vi fornisco tutta la documentazione tecnica pubblicata dalla Nuclear Energy Agency di Parigi (appartenente alla O.E.C.D.) che comprende i risultati di tutte le ricerche effettuate dal 1977 al 1988 circa, di cui fa parte anche il progetto DODOS. ADR: nel luglio del 1993 la società O.D.M., nella persona del COMERIO, contattò il centro e me personalmente per chiedere l’autorizzazione per effettuare una traduzione ufficiale dell’opuscolo allegato avente la sigla EUR 12697 EN in russo. Il COMERIO spiegò che questa traduzione gli serviva perché aveva contatti con russi a Minsk e Kalingrad per eventuale controllo di inabissamento di materiale radioattivo da utilizzarsi in acque nazionali. Non potendo dare io una risposta in quanto tecnico, inoltrai la richiesta ai nostri uffici in Lussemburgo. In quel periodo il COMERIO venne anche personalmente a Ispra e lo incontrai al di fuori del Centro. In quella occasione il sig. COMERIO mi spiegò che la società O.D.M. era stata creata appositamente per curare gli affari con i paesi dell’est. Riferì quindi i fatti all’Unità di Sicurezza, la quale bloccò immediatamente tutta la pratica negando l’autorizzazione alla traduzione e vietando ufficialmente l’entrata del sig. COMERIO nel Centro di Ispra per motivi di opportunità. Non ho altro da aggiungere. Letto, confermato e sottoscritto… i verbalizzanti… La Parte”. Da chi sarebbe stata asportata in “circostanze oscure” la parte elettronica che costituiva il nucleo della boa se non da una società che aveva vinto l’appalto sulla fattibilità del monitoraggio delle scorie radioattive in ambienti terrestri o marini? Chi avrebbe potuto disporre di capacità tecniche specifiche se non la M.D.O. del faccendiere COMERIO? Chi avrebbe potuto sostare per tanto tempo senza che la Sicurezza si accorgesse di nulla sul lago dove era posizionata la boa? A quali risultati ha portato l’esperimento affidato alla società facente capo a COMERIO non a caso aggiudicataria della gara? Se COMERIO, a dire del tecnico MURRAY, non venne in possesso della traduzione della sigla EUR 12697 EN in russo e se la Comunità Europea inaspettatamente quanto inverosimilmente lasciò cadere il progetto sullo smaltimento delle scorie radioattive a cui erano interessati governi di mezzo mondo compresa la pattumiera Italia, come mai il  COMERIO, in collusione con Consolati e sedi diplomatiche, è riuscito – per la parte che ci riguarda –  ad affondare carrette stracolme di scorie radioattive nel tratto di Capo Spartivento/Isola Capo Rizzuto con conseguente avvelenamento delle nostre acque marine e dell’atmosfera pure in quei tratti dove sventola la bandiera blu? Come mai gli scienziati calabresi che occupano le Sedi degli Ordini Professionali dei medici non abbiano a distanza di 30 anni lanciato un allarme severo sull’inquinamento delle nostre acque marine e dell’aria che respiriamo? Come non si siano occupati della notevole evoluzione delle patologie tumorali proprio in quelle zone avvelenate dal COMERIO & Soci? Le Prefetture, le Procure e il Governo, specie dopo lo spiaggiamento ad Amantea della “JOLLY” e il mancato ritrovamento della “RIGEL”, tacciono perché i calabresi rientrano a pieno titolo nel genocidio delle razze inferiori?

Francesco Gangemi

FINE TERZA PARTE

CONTINUA

FRANCESCO GANGEMI

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