Continua dai numeri precedenti.

F.25. “Considerate nel loro complesso le associazioni massoniche operanti in Italia non appaiano riconducibili “sotto il profili organizzativo al modello legislativo di associazione segreta” di cui alla 1 n.17/82 (donde la richiesta di archiviazione). Ma l’indagine verteva su associazioni massoniche (art. 2 L. n. 17/82) con soci occulti sotto varie forme all’ “orecchio del Maestro”; con nomi, o date di nascita, o professioni alterate o (per i magistrati)mancanti; con nomi non figuranti nelle liste “ufficiali”, o figuranti con qualifica diversa dalle funzioni o dalla professione esercitata, o fittiziamente collocati in “sonno”; con i residenti in Italia iscritti –chissà perché- in Logge di città diverse, se non addirittura estere (S. Marino, Francia, Inghilterra, Basile, U.S.A, ecc.) a parte altri espedienti; ovvero con adepti palesi (ma solo tra loro): e, in tutte le varie ipotesi di cui sopra, svolgenti attività d’interferenza indiretta (su organi pubblici), o diretta (agendo essi medesimi quali massoni esercitanti funzioni o servizi pubblici; art. 416 C. p.). Esistevano, poi, Logge talmente riservate, cui gli altri massoni potevano accedere solo se muniti di parola d’ordine, come risulta dagli infiniti documenti specifici acquisiti con le perquisizioni. Tutto ciò emerge dagli atti, ma, non potendovi accedere, e non avendone specifica o sufficiente memoria, a distanza di otto anni , gli scriventi non possono disporre dei dati contrari alle considerazioni contenuti nei provvedimenti conclusivi delle indagini, ed utilizzarli.

  1. 26 “Si delinea – il tratto caratteristico dell’intera attività investigativa dell’Ufficio di Palmi, e cioè la estrema tensione verso la fisionomia e la consistenza organizzativa – che però non sono individuate nitidamente al livello di ipotesi investigativa e non sono oggetto di concreti e stringenti accertamenti”, tanto più che”l’iscrizione di cui all’art. 416 c. p. nel RGNR di Palmi non è accompagnato da iscrizioni per reati scopo della presunta associazione” (donde la richiesta di archiviazione, “a fronte di questa situazione, a tratti rivelatasi paradossale”).

Evidentemente, ove così fosse, nella prima fase (quella cui parteciparono gli scriventi) non erano stati ancora iscritti, per la gran mole degli atti da esaminare (id est. Anche notizie di reato, anonime dichiarazioni di persone informate sui fatti, pentiti, ecc.) e da vagliare dopo le risultanze delle prime acquisizioni (informative richieste alla polizia giudiziaria). Ma, ove pere ipotesi chi doveva farlo a Palmi non lo avesse potuto fare, vi avrebbero potuto provvedere i PM di Roma: verosimilmente non lo fecero perché erano solo due, e non a tempo pieno.

Parte terza. Commenti al termine del documento,

Francesco Gangemi

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