FOGN

Pare che, nonostante l’assenza di voli al Tito Minniti o meglio in attesa dell’Ernesto Sparalesto Airlines che sovvertirà le sorti degli aeroporti calabresi periti e perituri, Re Arturo della SACAL abbia preso piede. Non il suo ma quello dei suoi sudditi dai quali, con metro alla mano, ha acquisito larghezze, lunghezze e profumazioni dei rispettivi zoccoli.

NDRA SCARPENulla da eccepire a riguardo ovviamente. Nobile il gesto di attenzione dell’altrui basamento. In effetti, il presidente della Sacal ha messo mano ai piedi dei dipendenti della società di gestione con l’acquisto di un bel paio di scarpe antinfortunistiche.  Tali nuove calzature sembra abbiano coinvolto proprio tutti belli, belle, brutti e brutte; finanche ndranghetown ha calzato col piglio giusto le scarpette da lavoro.

Arturo, quindi, non ce l’ha fatta a resistere agli impulsi della sua natura. Parrebbe che questo modo di dire, fare le scarpe, nasca in ambiente militare quando l’usanza di togliere le scarpe dai piedi dei soldati deceduti era prassi consolidata.

Comunque tutto finalmente cambia con l’avvento di Arturo. Questi i primi risultati. Scarpe nuove al Tito Minniti!

D’altronde in attesa dell’allacciamento alle fognature comunali per far crescere lo scalo di Reggio Calabria, primo importante atto nel programma temporale del piano investimenti trentennale che Sacal farà nel 2019 d.C., qualcosa bisognava pur fare e l’idea delle scarpette nuove non è poi malaccia. Non oso pensare, però, cosa Arturicchio si inventerà per ammazzare il tempo da qui al 2028 d.C.. Per quella data, sempre da crono programma investimenti per il Tito Minniti del piano industriale, Re Artù riassetterà il layout dell’aerostazione. Se le nuove calzature hanno intriso di entusiasmo i dipendenti sacalizzati che attenderanno, de felici, appena un anno per assistere al profondo e decisivo mutamento delle fognature aeroportuali a garanzia di una nuova epopea per lo scalo di Reggio, cosa Re Artù e i suoi sottoposti organizzeranno per non deludere la decennale attesa dei lavoratori indefessi che nel frattempo, da qui al 2028, moriranno di vecchiaia o quantomeno avranno consumato il battistrada delle scarpe antinfortunio?! Seguirò con attenzione gli sviluppi dall’alto dei cieli.

Comunque e a prescindere, grandi e importanti investimenti, come si può facilmente capire dal piano industriale, faranno dell’aeroporto di Reggio un sicuro e indiscutibile scalo all’avanguardia.  Mecojoni!!!!

Concludo riportando il “triangolo”, tutto da gustare, tra la responsabile del personale Sacal signora Mileto, il capo scalo Alitalia Nino Scaramuzzino e la capa scale di servizio Monica Libri. La Patti direbbe: ……meglio non dire…..Io invece dico. Fra i tre piccoli dipendentin che son tre e son carin l’idillio è tangibile. Effusioni amichevoli prefigurano un futuro sa-caliente per pochi locali amici dell’ex compagnia di bandiera. Sviluppi possibili, chissà!!!

Caro il nostro ex prefetto Arturo, ma non sarebbe meglio fare la scarpetta piuttosto che fare le scarpe? La differenza non è di poco conto ed è piuttosto succulenta. Ci pensi.

Con la solita disistima di sempre

Francesco Gangemi

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