CESSISempre in trepidante attesa di Ernesto Sparalesto Airlines che segnerà, sia per lo scalino di Reggio Calabria sia per quello di Crotone (tutt’oggi chiuso), esaltanti e rinnovati momenti di flussi passeggeri per le nuove tratte da e per Bova, Condofuri, Rosarno e Gioia Tauro, mi scappa la pipì. E come da prassi, in preda allo stimolo minzionale o giù di lì e con sconnessi movimenti contratti, mi dirigo verso una toilette dell’aeroporto Tito Minniti, oggi gestito dalla SACAL di re Arturo, l’infelice.

La ricerca di una normale e pulita toilette diventa una vera e propria “processione”. Giungo dapprima all’interno di alcuni servizi igienici sporchi e fatiscenti in cui il cattivo odore quasi mi fa vomitare. Desisto, ovviamente e con la vescica stracolma, oltre i livelli europei consentiti, velocemente mi reco alla ricerca di altre, spero, pulite toilette. Le trovo. Non bado più a nulla. La piena ha quasi rotto gli argini.

Durante il piacevole alleggerimento “ammiro” schifato le condizioni nelle quali i passeggeri in arrivo e in partenza dallo scalino di Reggio, depongono il loro ultimo o primo pensierino nelle latrine aeroportuali.

Che squallore e che degrado. Miasmi e sporcizia. Tutto assolutamente  arrangiato. Il caro Vespasiano si starà sicuramente rivoltando nella sua tomba.

Mi chiedo: la SACAL cosa e come gestisce? Ma se non riesce a tener puliti, o meglio a rinnovare i servizi igienici, luoghi di continua e necessaria frequentazione all’interno di un aeroporto, cosa di più impegnativo potrebbe fare?? Portare nuovi aerei?? Ma mi faccia il piacere!!!!!!!

Sanitari privi di copri vasi perché rotti e mai più rimpiazzati: facilmente immaginabile, quindi, quanto nulli siano i fondamentali canoni di igiene.  La stessa seduta addirittura metterebbe a rischio il proprio fondo schiena. Infatti, sporgono in tutto il loro splendore gli attacchi arrugginiti dei copri vasi divelti.

Carta igienica inesistente, la SACAL a tal proposito sta promuovendo presso i passeggeri l’uso di foglie di ortica le cui astringenti proprietà garantirebbero il non ritorno presso i gabinetti.

Pulsanti per lo sciacquone rotti o mal funzionati. A dir la verità, tali pulsantiere preludono a futuribili evoluzioni ludiche. Il sistema attuale funziona così: ogni cinque pressioni del pulsante difettoso scatta lo special e l’acqua deflagra.

Arturo De Infelice, visto che a lei non interessa questo stato di cose, desumo che, o si porta da casa la carta igienica e u ‘zi peppi o, e mi dolgo, lei è costipato e stitico.

A, quasi dimenticavo. Ma l’ENAC, che di cessi è piena ed esperta, su cosa vigila in aeroporto? Carlo Marfisi, capelloso direttore degli scali calabresi nonchè mistico scopritore di monaci tibetani, faccia almeno finta di tenere allo scalino di Reggio Calabria. Caro Marfisi Carlo, le basterà appena appena avvicinarsi ad uno dei bagnetti aeroportuali e scorgerà scritto sulla porta: “Questo cesso fa cagare”. Che poi si tratti di un’ottima pubblicità o di una esortazione a non usarlo, questo, dall’alto della sua bassezza, lo decida con calma.

Francesco Gangemi

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