aeMentre alla SACAL Arturo attende l’atterraggio della ERNESTO SPARALESTO AIRLINES, dalle campagne limitrofe le piste di decollo e d’atterraggio pervengono flotte di simpatici topini aitanti. I curiosi roditori che zampettando giungono a ridosso degli aeromobili, sconfinano anche verso gli uffici operativi sicuramente attirati dalle incredibili storie aeroportuali sul più famoso “investigatopo”.

Durante le bucoliche scorribande delle cenerine bestiole, i passeggeri in arrivo e in partenza dal Tito Minn (iti  è stato già rosicchiato a dovere dai ratti), godono in diretta di esaltanti squarci di natura selvaggia in movimento di cui finanche il Mondo di Quark ne invidia qualità e quantità.

Re Arturo, estasiato da tale dilagante afflusso di sorci presso l’aerostazione, sta intensificando, con la sua onorabile troupe corredata da curriculum vitae con le palle, studi e ricerche sugli animaletti da cavia. Egli, infatti, spera di poterne cogliere il segreto psicologico che spinge i topolini ad accorrere in massa all’aeroporto dello Stretto così da applicare uguali meccanismi di attrazione passeggeri da e per lo scalino di Reggio.

Comunque, i risultati di tale ricerca starebbero per concludersi e da alcune voci di corridoi pare che i roditori siano favorevolmente convogliati contemporaneamente dalle ottime ed abbondanti schiere di blatte e dalla indiscutibile quiete che insiste su piste e piazzali. A tal proposito il prefetto Arturo sembra stia seriamente considerando di evolvere l’aerostazione di Reggio Calabria in un Circo o anfiteatro di altri tempi vista l’indiscussa disponibilità in società di animali di varia taglia e stazza.

Come non dargli ragione a ‘sto sant’uomo.

Cordialmente con riserva

Francesco Gangemi

cinquatseitre

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