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de felicissimoContinuiamo il tour, senza guida, presso l’aerostazione Tito Minniti oggi sotto la gestione della SACAL e del suo padrone Arturo De Felice.

In attesa di risolvere il grave problema del guasto dei nastri trasporto bagagli  re Arturo, con l’asservito ausilio del capo scalo Alitalia Nino Scaramuzzino, evolve i banchi per il check-in in banchi per lo SCECK-in. Infatti, carretti di muli in regolare gilet da lavoro trasportano dai banchi sotto l’aereo i bagagli dei passeggeri. Insomma, in aerostazione la grande SACAL  propone spettacolari momenti vintage le cui campestri attività fanno invidia anche ai migliori agrituristi.

Distogliendo lo sguardo incantato da questa bucolica immagine a firma dell’artista Arturo De Felice, rientriamo malinconici a osservare la mortificante realtà. Se da una parte l’ascetica mancanza d’acqua causata da problemi all’impianto idrico in aerostazione nello stesso tempo accompagnata da un salutare bagno turco conseguente al non funzionamento della climatizzazione assicurano ai passeggeri in arrivo e partenza l’iniziazione verso il sacrificio vedico, dall’altra quello che osserviamo ci lascia quantomeno allibiti. Nella foto, appena giù, si evince una porta priva di serratura. Questa è l’entrata a un locale posizionato all’interno dell’hall. Se ne deduce che chiunque può accedervi, con semplicità e comodità disarmante, possa depositare un ordigno esplosivo e…….. booommm.

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Che la sicura insicurezza dell’aeroporto di Reggio Calabria avesse già esposto i propri limiti era ed è una certezza. Arturo De Felice, però, si supera e va oltre con la pubblicità: “porte aperte al Tito Minniti”. Magari la professionale ingegnera Giuliana Barone aggiorni il prefetto imperfetto Arturo sulla sicurezza in ambito aeroportuale. Lei è o no una esperta di buchi? SI!

Dicevamo della sicura insicurezza in aeroporto e la definiamo tale perché nulla ha mai funzionato. Ci torna in mente, per dirne fra le tante una a conferma dello scempio, la denuncia di qualche mese addietro fatta alla Polaria dall’ex dipendente della SoGAS SpA Sig. Giuseppe CORDOPATRI. Un giorno Egli trovò il suo ufficio completamente a soqquadro e con un foglio lasciato lì su cui era scritto “IMFAMI”. Intervenne finanche la “NCIS” Italiana che dopo aver rilevato tutto, video compreso del sistema interno di sorveglianza, avrebbe dovuto dare esaustiva risposta sull’arcano e sullo/sugli artefice/i che lo avessero perpetrato. Nulla si seppe per Giuseppe sulla sua giusta denuncia. La Scientifica sicuramente sperava di acquisire il video registrato dell’accaduto, ovviamente, il sistema di videosorveglianza non funzionava o comunque non aveva telecamere direzionate sull’area della’hall in cui vi era l’ufficio del CORDOPATRI. Il solo protagonista di tale disastro è l’ENAC nella persona del suo capelloso direttore dei tre scali calabresi: Carlo MARFISI. Il quale si autovideo sorveglia facendosi i selfi.

A conclusione del tour è semplice intuire come sia puerile entrare al Tito Minniti con un po’ tritolo, collocarlo all’interno di un ufficio, prendere un caffè  e uscire dall’aerostazione indisturbati. Tanto, chi controlla?? Senza un sistema di  video sorveglianza all’altezza della situazione chiunque può dare sfogo alle personali follie.

Pertanto, prefetto De Felice Arturo prenda seri provvedimenti a riguardo prima che la situazione diventi esplosiva. E’ il caso di dirlo no? Sl!

Cordialmente, con riserva

Francesco Gangemi

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