de felicissimoIn attesa che gli ultimi picciotti, a tutt’oggi fuori dalla SACAL siano risucchiati nel girone ‘ndranghtown dal padrone/o De Felice, in aerostazione si assiste a scene vergognose le cui brutte figuracce sono il souvenir, per i pochissimi passeggeri in arrivo e partenza, che la città del nulla offre gratuitamente. Negli ultimi giorni il servizio idrico in aeroporto si è del tutto prosciugato lasciando, come ovvio immaginare, la gente in attesa del volo senza la possibilità di fruire dei servizi igienici. Lascio alla fantasia del lettore ogni maleodorante pensiero sui miasmi conseguenti. Ancor prima di tale piacevole performance, al Tito Minniti, la nuova società di gestione offriva ai passeggeri salutari saune dimagranti conseguenti all’ennesimo guasto della climatizzazione. Il tutto a vantaggio di un aeroporto nelle tasche della nuova gestione con le palle SACAL e del suo condottiero, senza palle, De Felice Arturo che doveva determinare la svolta del secolo.

Nel cimitero di Via Ravagnese 11,  – è d’obbligo questa denominazione per la tetra aerostazione della vergogna che ha trucidato all’alba del 14 luglio 2017, per mano dell’ex prefetto De Felice, sessanta innocenti dipendenti della defunta SOGAS – sono ben visibili, sempre gratuitamente, per chi arriva e per chi parte graziosi affreschi distribuiti qua e là sulla volta aeroportuale nella hall. Il degrado imperversa evidente e sfrontato a conferma della inquietante dabbenaggine di chi gestisce la società e di coloro che hanno acconsentito lo scempio in progress: ENAC innanzitutto.

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Cosa commentare del non funzionamento dei nastri trasportatori dei bagagli che ancora oggi mentre descrivo vomitando per lo schifo che vedo, continuano a non essere operativi perchè tra i dipendenti della SACAL assunti con curriculum con le palle nessuno sa adoperare un giravite e pertanto si attende da Roma un tecnico, a pagamento, capace di porre rimedio??!!!!!!!!!!

Mortificante situazione questa che produce attesa snervante tra i passeggeri in fila al check in.

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I bagagli, infatti, non potendo scorrere sui nastri devono essere prelevati a mano dal personale aeroportuale e trasportati a bordo. Addirittura personale Alitalia, ai capezzali dei banchi check in, presta, asservita, il proprio fondo schiena per rimediare a uno fra i tanti pesanti disservizi della SACAL. Non dovrebbe essere il personale della SACAL a provvedere a tale inghippo? Cosa c’azzeccano i lavoratori Alitalia in questa corsa tappabuchi? C’azzeccano e come, viste le amichevoli effusioni tra il capo scalo Nino Scaramozzino e l’Arturo De Felice e, a mano girando, tra la capa scala di servizio Monica Libri e il suo compagno cioè l’uomo scorta dell’infelice Arturo. Che teneri!!!

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Scorgo, in zona Cesarini, la eloquente fotografia che immortala il senso profondo dell’appartenenza ‘ndranghetistica di alcuni recidivanti. Due picciotti, Angelo Giordano e Tonino Laganà, affiliati alla barca di Mosè, assunti dal De Felice in SACAL nei cui rispettivi curriculum vitae ne ha apprezzato titoli e sotto titoli, dicevo i due picciotti sembrano eternamente assaliti dalla sindrome di Peter Pan. Infatti, Angelo Giordano, quello con la camicia azzurra, non ne vuole sapere nulla d’indossare, come tutti gli altri colleghi fanno, il gilet di colore arancione fornito dalla SACAL per lo svolgimento del lavoro e lo stesso dicasi per Tonino Laganà. I due vivono ancora immersi, con i pensieri, nella trapassata SOGAS in cui, non facendo un cazzo, erano stati graduati come responsabili in turno. Pertanto, strafottenti e altezzosi, vestono imperterriti da dirigenti: in camicia. Ovviamente con il consenso della Mileto che credo consigli loro il colore da abbinare ai pantaloni e alle mutande.

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Che Dante pensasse al Tito Minniti quando scriveva: “…Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate!!...”?

Francesco  Gangemi

 

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