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de felicissimo.jpgNon che fosse facile ma ciononostante quel giocherellone di Arturo tanto insistette finché incastrò perfettamente altri due tasselli nel meraviglioso puzzle. E che tasselli! Due, il cui innesto nel rompicapo produce, ancor prima del proclama ufficiale, un’extrasistolia sopraventricolare.

Mentre si corre a rammendare con toppe i pertusi della recinzione aeroportuale distrattamente ignorati dall’attenta e professionale ingegnera Giuliana Barone, l’ex prefetto Arturo De Felice, ora presidente della SACAL, strombetta new entry in società. Infatti, dopo meditati pensieri sul come continuare a raggirare il prossimo in nome e per conto dei soliti “amici degli amici” e in perfetta continuazione truffaldina su quanto già operato con i precedenti assunti, Arturo fa bingo. Lui depone a bordo della SACAL cioè, a gentile richiesta, due pezzi da novanta la cui sommatoria trasborda il risultato matematico razionale.

Ebbene sì signori e madame con la testa ancora fra le pale del ventilatore per il caldo da record in riva allo stretto del “futtu e mi ndi futtu”, ebbene sì: i due che a breve faranno tutt’uno con il resto della ciurma di Capitan Arturo, saranno le servette: Carmelo Romeo, per alcuni amici detto otto palle e per altri con effetto diplopico 16 palle e poi lui sì proprio lui, il caro Luca o più amichevolmente Luca caro o più professionalmente l’ingegner Luca Federico, moglie, pardon, marito dell’ex consigliera Catalfamo dell’ex CDA dell’ex SoGAS SpA nelle mani degli ex Porcino e Calarco per opera dell’ex presidente dell’ ex provincia Raffa.

Ricapitoliamo: i due, Carmelo Romeo e Luca Federico erano già stati insigniti, durante l’era raffiana di sacre sante e d’orate poltrone. Luca, post holder area movimento era stato in seguito affiancato da Carmelo nell’incarico, meglio nella qualità di suo vice. L’idillio fra i due era perfetto. Entrambi non capivano un cazzo. Ma mentre Luca annaspava sulla differenza di significato tra vettore e vettura, concependo la seconda come corrispondenza dialettale della prima, Carmelo otto o sedici palle ed ex piastrellista e muratore con la passione per la “mottetta” calabrese a suon di “tambureddu e ciaramedda”, dispensava lezioni a lungo e corto raggio trasfigurandosi, in puro stile poltergeist, nel mai dimenticato mito del Tito Minniti: Nicodemo Macrì, l’inimitabile.

Un duo, insomma, funzionante. Una coppia perfetta. Dove l’uno non arrivava, l’altro andava oltre. L’area movimento dell’ex SoGAS SpA ha avuto un quinquennio d’indiscussa professionalità e garanzie profuse con i due rampolli del cacatùmmeno provinciale. Ricordo a tal proposito, affinché il prefetto perfetto Arturo De Felice ne assicuri la continuità, che in costanza di prestazioni da post holder il Luca caro, incoraggiato dal Carmelo a basso costo, organizzò per il biblico Mosè (Fabio Ambrosio) serenità e libertà di movimento. Mosè, infatti, grazie alla copertura di Luca Federico e del suo vice Carmelo Romeo falsificava con la firma del post holder i giustificativi di entrata e di uscita, durante le proprie ore di turno, sia per trascorrere serate tra virtuose palestre e raffinati locali di proprietà degli Alvaro nella movida reggina sia per garantirsi ore, anzi settimane, di straordinario lavorativo senza ovviamente essere presente sul posto di lavoro.

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Apprezzabile, quindi, il tentativo di Arturo volto alla riedificazione del gruppo ndranghetown che in quest’ultimo anno aveva un po’ smarrito la rotta. Parrebbe, infatti, che Carmelo Romeo da vice della defunta SoGAS sarà benedetto, nella SACAL di Reggio, quale post “holter” area movimento o area manutenzione o qualsiasi altra cosa. Mentre Luca Federico, l’ingegnere che in tempi non sospetti e cioè prima del rinvio a giudizio del demolitore aeroportuale Porcino confidò a taluni colleghi quanto fossero falsi i bilanci della disastrata SoGAS SpA, sarà proclamato quale post  “holter” area terminal. MINKIA!!!!!

Con l’avvento della SACAL e del suo presidente Arturo De Felice ho la certezza che ndrangheta e massoneria locale vivranno in armonia e senza ostacoli, e che le persone perbene e oneste rimarranno licenziate a crepare.

Complimenti, prefetto Arturo De Felice, continui così. La ‘ndrangheta che ha votato Sebi ROMEO le sarà sempre riconoscente.

Cordialmente, con riserva.

Francesco Gangemi

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