IL VOLTO NUOVO E INDIMENTICABILE

DELLA CITTA’ DI REGGIO CALABRIA

mmLa lunga intervista rilasciata dal “volto umano” sostituto procuratore distrettuale MUSOLINO, oscura sia sotto l’aspetto umano sia sotto il profilo professionale, i suoi colleghi. Adorabile Adele Guarnieri, il dispacciatore che praticava la presidenza della Provincia ai tempi del miracolato FUDA per interessi economici, elevato dall’inossidabile on. BINDI a consulente dell’antimafia, ai tempi che furono fece contro il malgoverno della città del nulla, una lista civica. Orbene, abbiamo superato la percentuale del 5% aggiudicandoci due consiglieri nelle persone del compianto dr FOTI Filippo e del dottor CUZZOLA. Sindaco, il defunto Giovanni PALAMARA. Non ricordo se PALAMARA – nel corso della sua consiliatura è stato ucciso un maresciallo delle Guardie Municipali forse perché per ogni soletta gli imprenditori avrebbero dovuto pagare cinquecentomilalire a titolo di tangente – si dimise per aver vinto le elezioni regionali o per altri motivi. Con due consiglieri siamo stati in grado di fare eleggere sindaco il compianto avv. MUSOLINO, papà del sostituto illuminato dalla Vergine Santissima. L’avvocato si affezionò morbosamente alla mia persona ed io ricambiai. L’autista aveva l’ordine di scaricarmi giornalmente dall’autovettura di servizio nell’abitazione del Sindaco sita in Gallico e assieme facevamo ritorno in città. Dopo, ad esempio, aver fatto una sosta all’autoparco per richiamare all’ordine il personale. Ogni sera veniva a trovarmi e discutevamo di tanti problemi fino a notte inoltrata. Ricordo vagamente un bambino che vedevo nell’abitazione del Sindaco che penso fosse proprio l’uomo dal volto umano che divenne magistrato. Da giudice monocratico annotava senza badare alla presenza del cancelliere tutta la discussione dibattimentale nel suo computer per poi trarre le conclusioni della condanna o dell’assoluzione dell’imputato. Una volta in quel computer io sono stato inserito nell’immancabile veste d’imputato. Fatto sta che invece d’assolvermi mi condannò. Chiesi spiegazioni e mi rispose d’aver sbagliato. Strano per un magistrato impegnato nel processo di “Che mamma santissima”. Il suo volto umano, del magistrato, è trattenere in carcere per lunghi dodici anni il signor PLUTINO su denuncia dell’allora consigliere regionale NUCERA, votato a tutto spiano dalla cosca TEGANO/DE STEFANO? Come mai, dr MUSOLINO gli indagati, sei su quaranta, consiglieri regionali per voto di scambio non sono stati arrestati quando per lo stesso reato andò dietro le sbarre, il consigliere comunale messinese Genovese Paolo David? Voglio ricordare a me stesso che Montesquieu esercitò l’ufficio di magistrato con dignità, con equità e con intelligenza. Poi si ritirò dalla magistratura e iniziò i suoi viaggi in Europa. Portò con sé il rispetto per il potere monarchico, la venerazione per la religione e il culto per la libertà politica. Scrisse sulla separazione dei tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. A mio sommesso parere la giustizia va considerata sotto due aspetti: un abito morale della mente o come una maniera di condotta in determinate contingenze. Nel concetto scientifico la giustizia è la norma suprema della convivenza civile, come quella che regola i rapporti, riconosce i doveri e i diritti reciproci di quelli che compongono la società e la libertà che spetta a ciascuno. In questa città disperata ed esasperata a furia di conferenziare sulla ‘ndrangheta sono scomparse la società civile, l’imprenditoria sana, la libertà individuale e collettiva. Siamo rimasti soli, interdetti, arrestati, esautorati. Basta con la legge del taglione! Per carità, non vorrei essere frainteso. Certo, sono libero di non condividere i metodi dello S.P. dr MUSOLINO. Non credo a quanti vogliano insinuare che il magistrato sia cugino del defunto Rocco da Santo Stefano d’Aspromonte. Dr MUSOLINO, Le auguro una lunga e luminosa carriera.

Francesco Gangemi

 

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