zxzIn trepidante attesa, come tutti gli anni in questo periodo, di osservare lo sciame delle Perseidi, piccole particelle che scontrandosi a gran velocità con l’atmosfera terrestre danno luogo a scie luminose di altissimo effetto, irrompono in riva alla Stretto, tomi tomi cacchi cacchi, provenienti dalla nebulosa SACAL i Farlokseidi. Tale denominazione deriva dalla posizione del radiante, ovvero il punto sulla volta celeste dal quale sembrano provenire le cinque luminosissime meteore, situato nella costellazione della Metropolitanas Falcomatatas.

Di tale sciame meteorico, tre i bolidi ad elevata luminosità gaussiana: De Felice, originatosi dalla nebulosa DIAbolicus; Falcomatà, dalla costellazione SELFIEonis e Sebi Romeo, dal brillamento della supernova NDRANGHETusta. Gli altri due frammenti, direttamente dallo spazio più profondo.

Curiosità ed eccitazioni profuse in seno alla locale stampa che ha letteralmente, in massa, occupato la sala aeroportuale, per assistere alle stupefacenti dichiarazioni degli ammassi ferrosi vomitati dall’iperspazio.

Il proemio, ad opera del benemerito De Felice, ha innestato, fin da subito, un’area nervosamente rovente tra taluni ex dipendenti della ex SOGAS, deflagrata, come era giusto che fosse, in una veemente verbale contestazione nei confronti dell’ex Prefetto, artefice dei 60 licenziamenti  in tronco a fronte di 25 assunzioni di ex dipendenti SOGAS attestati in SACAL con criteri ndranghetistici, massonici e clientelari vari.

Palesi le difficoltà di reggere il confronto da parte di De Felice che, nervoso oltremodo, sfoggiava tutta la maleducata arroganza di cui è affetto e afflitto. Nessuna capacità, infatti, di relazionarsi pacificamente e rispettosamente a chi, per causa sua, ha perso il lavoro dopo 30 anni di onesto servizio presso il Tito Minniti. Al culmine di tale disonorevole arroganza e colto da boccheggiante arsura pre prandiale ha, addirittura e dispoticamente, cercato di fare allontanare, senza riuscirci, dalla stanza coloro i quali, educatamente e nonostante tutto, lo incalzavano.

Ridicoli i richiami, proclamati dal procace Sindaco Falcomatà, al senso di responsabilità che deve essere di tutte le istituzioni. Mortificanti queste sue affermazioni. Ma a quale senso di responsabilità Sindaco farebbe riferimento? Forse allo stesso che lei e tutti gli altri suoi compari istituzionali avete riservato alle estreme e oggettive difficoltà rappresentatevi più e più volte in questi ultimi anni dai dipendenti della ex SOGAS? Caro Sindaco Falcomatà, se lei avesse voluto avere quel senso di responsabilità di cui oggi blatera in conferenza stampa, seduto accanto ai suoi pari irresponsabili, avrebbe dovuto ricordarsi qualche tempo fa e, con assoluta chiarezza e onestà, fermare lo scempio che stava per compiersi e di cui lei conosceva tutto nei minimi particolari. Ma, come sa benissimo da complice, lei non ha responsabilmente fatto un emerito cazzo, accettando così il licenziamento dei 60 incolpevoli dipendenti della SOGAS. Ci risparmi ulteriori stati vertiginosi con conati di vomito.

Lo stesso, dicasi per il pluri/attenzionato dalla Giustizia locale per ottenimento di voti a derivazione ndrenghetown e “padrino” ufficiale di alcuni ex dipendenti Sogas, ora travasati in SACAL senza ne arte e ne parte, e cioè il consigliere regionale Sebi Romeo, inviato speciale alla conferenza in sostituzione del disistimato presidente della regione Calabria, Oliverio reo anch’egli del massacro degli innocenti. Che vergogna!!

ndrTerminiamo, evitando di commentare ulteriori schifezze, con la descrizione di un accadimento di natura folkloristico-popolare, occorso a conferenza stampa finita. Si racconta che, conseguentemente a cocenti temperature estive oltre i 40 gradi, una scosciata ex dipendente, delusa da una graduatoria non confacente le sue reali quantità e qualità, e per tal motivo ancora oggi appiedata e fuori dal sedime aeroportuale, abbia teneramente avvicinato il boss regionale Sebi Romeo. L’accaldata signora segretaria provinciale della CGIL, parrebbe abbia rifinito, con tocco soave e bisbigli soffusi, il cannolè della camicia del consigliere regionale che responsabilmente ha gradito molto.

Nel mentre tutto scorre, col compiacimento del “cervo di primavera”, il silenzio sindacale della cinguettante CGIL FILT nostrana fa rumore. Costantino il Grande pare che, in questi ultimi tempi moderni, abbia perso la verve di un tempo. Ma, chissà?!? Sarà in ferie estive? Sarà l’andropausa? Avrà esaurito l’inchiostro della biro? O sarà, forse, opportunamente silente per addivenire ad aeroportuale sistemazione rigorosamente biposto?

Seguiremo gli sviluppi.

Francesco Gangemi

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