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Grazie, eccellente Prefetto, per il Suo interessamento riguardo ai dipendenti, brutalmente e clientelarmente, scartati dall’uomo d’acciaio DE FELICE, dall’elenco degli assunti della fallita SOGAS. A Roma, eccellente Prefetto, sarebbe dovuto andare forse con i sindacati di categoria lasciando dietro la porta la zavorra responsabile del fallimento sia sotto l’aspetto della vigilanza sia sotto il profilo dei finanziamenti che in minima misura sono stati incanalati solo per l’esercizio provvisorio. Apprendiamo che la Procura ha rinviato a giudizio il CTU PORCINO, il dottore avvocato CALARCO che addirittura si era infilato nel fallimento per la modica somma di € 500.000,00, il dottor PENSABENE corresponsabile dello scempio e altri personaggi che contribuirono a scaraventare in aria l’ultimo straccio rimasto alla città disperata e senza prospettive future. DE FELICE ha chiuso il cerchio della malagestio avendo assunto, omettendo in violazione di legge una selezione seria, e scaraventando nel cesso i curricula dei dipendenti, la ‘ndrangheta. Presto l’amministratore delegato, probabilmente abusivo, della banda SACAL non esiterà a inserire nella lista degli associati in organizzazione a delinquere di stampo – è la mia opinione – mafioso, lo zio di un assunto che avrebbe ospitato il latitante cosiddetto “Il supremo” ergastolano, tale Monteleone. E’ strano che la procura reggina non sia intervenuta per censurare penalmente il DE FELICE. E’ auspicabile che lo faccia, ai sensi dell’art. 11 del codice di procedura penale, il Procuratore distrettuale di Catanzaro, dottor GRATTERI. La ‘ndrangheta ha trovato una utile sponda nel consigliere regionale tale Sebi Romeo, indagato assieme ad altri suoi cinque colleghi per scambio di voti. Ai tempi infelici di LOIERO, coinvolto nel processo “PORTO” e intercettato dai Carabinieri mentre chiedeva i voti nell’abitazione di una famiglia mafiosa del vibonese, su cinquanta consiglieri ne furono indagati quindici. Con la giunta Oliverio ammontano a sei. Il Salerno, arrestato dal procuratore di Catanzaro dottor GRATTERI, addirittura ha delegato il boss Mancuso legato da vincoli mafiosi all’ex procuratore di Vibo, LAUDONIO, decideva le assunzioni in alcune società partecipate della regione Calabria. E’ strano, poi che la Procura non abbia rinviato a giudizio il responsabile principale del dissesto SOGAS, l’ex presidente della Provincia, tale RASPA, che fece assumere durante la fase della cassaintegrazione un suo compare al livello più alto + percentuale. I soci della SOGAS Spa a capitale pubblico, a eccezione della Camera di Commercio, credo dovrebbero rispondere davanti a un Giudice per concorso nelle ruberie e per aver omesso di segnalare all’A.G. i reati cui erano a conoscenza.

Ora, sorprende che il tavolo delle trattative sia stato individuato nella Regione Calabria. Caro presidente OLIVIERO, la disistimo sia da cittadino e sia da giornalista, e si sarebbe dovuto dimettere abbandonando le passerelle serali nelle televisioni locali, poiché non ha mantenuto l’impegno assunto in Consiglio dopo aver bastonato il suo collega Alessandro NICOLO’ per aver denunciato i disastri che puntualmente si sono verificati. Quali misteri si celano attorno alla SACAL?  Sarà il solo scalo che dovrà servire la povera Calabria? DE FELICE conosce la storia degli aeroporti di Crotone e di Reggio Calabria? Sarà aggiornato!

Abbiamo appena iniziato. Cordialmente con riserva.

Francesco Gangemi

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