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Nella foto, scattata in data 25 luglio 2017, si intravede di spalle uno degli indagati

Il 14 luglio 2017 presso il desolato scalo Tito Minniti, nel mentre la disperazione trasudava fluida dalla fronte di buona parte dei bastonati dipendenti ritenendo che quello fosse l’ultimo giorno di lavoro in aeroporto, taluni altri autoctoni attendevano serafici il trapasso dalla già defunta SOGAS alla scandalosa SACAL. E, tra questi, tale Carlo Barbaro incarnava a pieno titolo l’eterea emozione.  

Il quadretto celestiale si completava oltremodo; infatti, nella stessa frenetica mattina a supporto e sponsor dell’ex capitolino si registrava la presenza in aerostazione del suo magnaccio nonchè cugino: Totò Malara ex dipendentuccio ENAC, al tempo alias “abbaino aeroportuale” e comunque simpatico personaggetto aeroportuale.

Epilogo: come da copione, Barbaro Carlo viene assunto e attualmente svolge mansioni di PRM e manutenzione. Ora se non ricordiamo male, il cuginetto dello sparviero ex ENAC si occupava, in SOGAS, del parcheggio antistante l’aeroporto, non potendo per difficoltà fisiche compiere le mansioni di PRM e cioè di accompagnare i disabili su sedie a rotelle.

Che re Arturo De Felice, fra le sue santifiche peculiarità, possedesse anche quella di guaritore, onestamente ci sfuggiva. Ne prendiamo, a tutti i modi, atto.  Amen!!

Come su accennato ve ne erano altri discretamente sereni quel 14 luglio. Riportiamo, per dovere di cronaca, che tra questi vi erano e vi sono alcuni dei partecipanti ad un conviviale svoltosi presso un locale a ridosso del Lido: La Luna Ribelle. Per la verità non tutti i picciottini intervenuti alla tavola quadrata sono oggi presenti o meglio assunti in SACAL.

Ad esempio alcuni, ciononostante le garanzie profuse, tra un morso di pizza e un grappino di altri tempi, sono rimasti trombati con le trombe in mano, almeno per ora. Invece camminano uniti in parallela simbiosi: Raso Giovanni e Fabio Ambrosio, rispettivamente nipote e zio.

Ricordiamo ai più smemorati alcune seriali performances dei due parenti: mentre Ambrosio, per i picciotti “Mosè”, durante l’orario di servizio era comodamente sdraiato al Calajunco o in palestra dal fratello, l’altro provvedeva personalmente, qual’ora qualche discepolicchio non potesse fisicamente timbrargli il tesserino, a sistemare gli orari delle presenze.

Ovviamente qualche solerte appartenente alle forze dell’ordine delegato alle indagini, preferì indagare tramite telefono per sapere se corrispondeva a verità l’allenamento in palestra dal fratello. La risposta che ottenne fu un ovvio “io non ho mai detto queste cose”. Tralasciamo di scrivere i nomi sia dell’appartenete alle forze dell’ordine e sia della persona chiamata telefonicamente.

E’ di ieri la notizia del rinvio a giudizio della pluri premiata cricca Porcino & Calarco & altri. Intanto oggi si registrano già i primi incontri per chiedere spiegazioni e chiarimenti, e l’agitazione è tanta. Ad inizio articolo la foto di uno dei rinviati a giudizio (di spalle) che con apprensivo gesticolare interloquisce con uno dei vecchi  giovani consiglieri non indagato.

Francesco Gangemi

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