terHo letto con molta attenzione un articolo inviatoci e pubblicato dalla nostra testata che mi ha fatto riflettere. Chi l’ha concepito si chiedeva a cosa serve spendere gli anni della gioventù sui libri per conseguire un diploma di laurea. O cosa serve essere onesti e ubbidire alle regole quando all’età di cinquant’anni sulla base dell’ordine mafio/massonico/clientelare che non prevede selezioni, ti scaraventano sulla strada unitamente alla famiglia. Perché? Il tuo posto di lavoro dovrà essere assegnato a persone, non tutte ovviamente, inserite nella criminalità organizzata alla quale è affiliata parte dei consiglieri regionali neanche sfiorata dalla magistratura, impegnata nel cosiddetto processo “GOTHA” cioè in un’associazione mafiosa armata finalizzata alla destabilizzazione dello Stato da qualche tempo traballante per merito dell’emerito Napolitano.

Se qualcuno avesse pronosticato ad Antonio Gramsci che i due elementi contrapposti alla sua riflessione – gli intellettuali e il partito – sarebbero entrati in crisi quasi contemporaneamente, nei banali anni Ottanta oggi duemila, e che nessun vantaggio sarebbe venuto dai partiti dalla perpetua crisi e dalla scomparsa soprattutto odierna degli intellettuali, anzi, al contrario che la crisi degli intellettuali di facciata avrebbe avuto effetti irreversibili  non sarebbe stato preso sul serio, sarebbe stato considerato un ribelle e provocatore. Invece le cose sono andate e continuano così. Politici da quattro soldi.

Giro la risposta al “TEMPESTIVO” “ARREMBANTE” “RAMPANTE” De Felice che non sarà in grado di rispondere poiché intrappolato nei tentacoli dell’“ORDINE”. Il “TEMPESTIVO” dopo aver sistemato la mafia addirittura dei ladri che, a loro dire, i servizi segreti gli abbiano restituito il tesserino valido per la riassunzione in servizio immediato, ha subito la gravissima mortificazione dei tre ingegneri che hanno rifiutato il posto di lavoro assieme ad altri amministrativi schifati del suo modus operandi. Del suo, DE FELICE. Ora, pare che i sindacati di categoria si siano mobilitati tant’è che probabilmente andranno con il signor Prefetto – in gamba – da poco insediatosi nella città disastrata da Virginia RAGGI, per un incontro con i paperoni dell’ENAC allo scopo d’ottenere la modifica dell’infelice “Tempestività” del De Felice. C’è d’aggiungere che quando è stata fatta la proposta d’abbassare le faraoniche retribuzioni, i destinati si sono ribellati con le conseguenze che lo scalo sta sopravvivendo in rianimazione. Per quanto mi riguarda, ho conferito incarico all’avv. Giuseppe LUPIS di presentare esposto denuncia alla Procura di Catanzaro poiché a mio parere dopo l’arresto della banda SACAL, il bando sarebbe dovuto essere “bandito” o assegnare la gestione all’AVR seconda classificatasi.

Abbiamo appena iniziato. Cordialmente, con riserva.

Francesco Gangemi

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