yyyIL SAVASTA E’ UTILIZZATO DALL’AMABILE FAMIGLIA BASILE PER L’ACCAPARRAMENTO MAFIOSO  DE “IL DETECTIVE”, MINACCIA UNA GUARDIA DI SPARARGLI ALLA TESTA. IL CORAGGIO DELLA SIGNORA CORIO DANIELA E DELL’ISPETTORE EMANUELE

Credo che il fondatore dell’Istituto di Vigilanza “IL DETECTIVE”, sia morto di crepacuore a causa della malvagità subita dalla banda dei “TRE”, al servizio dell’affabile famiglia Basile. La mia supposizione, se così posso definirla, prende corpo dall’indagine compiuta dall’incorruttibile G. di F. su delega del PM dr NASTASI. Il requirente è stato trasferito in altra sede dai poteri mafiosi e massonici a tutela dell’amabile famiglia Basile di “COSA LORO”. Mi chiedo ancora una vota e sempre: il PM dr.ssa SCIDO ha preso atto dell’indagine oppure anche lei è stata smantellata dalla Procura messinese? Dr.ssa SCIDO, chiarisca la sua posizione. E’ un suo preciso dovere di magistrato al servizio della legge. In caso contrario, chi è in cerca di giustizia che non trova, la getterà nel mucchio oppure continuerà a stimarla per aver onorato la toga che indossa nell’esercizio delle sue delicate funzioni? Ho tralasciato di proporre ai lettori altre conversazioni telefoniche intercorse tra i servi della virtuosa famiglia Basile, per evitare il ricorso a lavande gastriche.

 

LA BANDA DEI “TRE”

Chi sono? Subito detto: SAVASTA,  prigioniero dell’intrigo, con i gradi di capitano alla KSM; l’avv. LO GIUDICE, non radiato dall’Ordine professionale per opera di Caronte; l’incasinatrice RUSSO Mariella e altri picciotti al servizio di “COSA LORO”. La banda è il simbolo degli animali ancora indifferenziati, primitivo e malvagio. La RUSSO è una donna mal accettata, allo stato ancora primitivo pienamente rivelata per censura morale, per infantilismo psichico, per un complesso d’inferiorità e per animus di inferiorità troppo potente. LO GIUDICE è omuncolo spendibile dalle corna acuminate.  SAVASTA ha faccia, piedi e mani di bronzo. Si dice che Eracle lo doveva catturare vivo con catenelle in dotazione alle Forze dell’Ordine, senza spargere una sola goccia di sangue infetto e rinchiuderlo in una fortezza inespugnabile. Fanno parte integrale della banda i sindacalisti cosiddetti confederali sempre e comunque agli indiscutibili ordini del SAVASTA. I demoni sono i membri di “COSA LORO”, che escono dalle caverne per spalmare con violenza la corruzione di natura massonica sulle membra flaccide di certe istituzioni corruttibili. In sostanza, ogni membro di “COSA LORO” con un solo occhio è in grado di paralizzare una parte considervole di personaggi finanche a livello governativo con i “PICCIOLI”. Noi de “Il Dibattito” non ci piegheremo e continueremo a stare dalla parte delle persone perbene che subiscono la strafottente prepotenza di “COSA LORO”, fin quando non troveremo, per dirla con il mugnaio, un Giudice a Berlino.

 

IL CORAGGIO DELLA SIGNORA CORIO DANIELA, DELLA SORELLA E DELL’ISPETTORE EMANUELE

Non demordono. Abbiamo pubblicato quasi tutte le querele presentate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina in danno della banda senza alcun esito. Anzi. Tutti assolti i delinquenti non ricordo se intervenuta e calcolata prescrizione. Questa è la mia opinione. Ora, si sono costituti contro la banda caèeggita da “COSA LORO”, parte civile. Come terminerà la vertenza giudiziaria? Seguiremo!

 

Francesco Gangemi

 

L’AUDIZIONE A S. L DI ARRIGO FRANCESCO

Verbale di s.i. redatto il 29. 02.2008 nei confronti di Arrigo Francesco, nato a Messina il 30.11.1958 e ivi residente, via Consolare Valeria nr. 5 [ vgs. ali. n. 46 ]

A.D.R . : Sono iscritto al sindacato della CGIL – Filcams da diverso tempo e se non erro dal 2006 sono anche rappresentante sindacale. Posso dire che il sindacato della CGIL da tempo porta avanti una battaglia sindacale per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori, guardie particolari giurate e in tale contesto diverse sono state le richieste di incontri con il datore di lavoro per risolvere le varie problematiche. In particolare ricordo che nell’anno 2006 ed anche a inizio dell’anno 2007 le richieste di incontro con i vertici della società Corio Antonino “Il Detective”, sono state copiose tant’è, se non ricordo male nel 2006, si è riusciti a ottenere una riunione dove hanno partecipato oltre ai rappresentanti sindacali della ed il sig. Silvestro Giuseppe, nella sua qualità di segretario generale della Filcams CGIL anche la signora Privitera Antonia, all’epoca rappresentante legale della suddetta società e il signor Savasta Vincenzo.

A.D.R.: Il signor Savasta Vincenzo, a mio parere, partecipava alla riunione in quanto di fatto lui insieme alla signora Russo Mariella gestiva l’azienda, sia sotto l’aspetto economico, che amministrativo.

A.D.R.: le questioni che sono state trattate nel corso della riunione sindacale, posso affermare che erano sempre le stesse, che da anni nonostante numerose richieste e/o sollecitazioniani scritte dirette all’azienda, sono rimaste irrisolte. Si va dalla organizzazione del lavoro alla equa distribuzione retribuzione delle prestazioni straordinarie, alla modifica in busta paga da cento ottantadue ore a cento settantatre ore mensili, alla verifica delle condizioni di sicurezza nelle postazioni di servizio; mancata usufruizione del turno di riposo.

A.D.R.: ricordo che in una delle riunioni sindacali nel momento in cui si affrontò la questione della retribuzione di buona parte dello straordinario fuori busta a quattro euro l’ora, il Savasta Vincenzo ebbe a dire che l’azienda non era in grado di far fronte alla richiesta del sindacato, che era quella di inserimento in busta paga delle ore di straordinario effettivamente prestate ed il pagamento a tariffa oraria prevista contrattualmente, ma che in via del tutto eccezionale poteva venirci incontro portando la tariffa oraria da quattro euro a circa cinque euro, continuando però a non inserirli in busta paga e a pagar la tariffa inferiore a quella contrattuale. Naturalmente il sindacato si è nettamente opposto a quella che era una sorta di   e il Savasta ci rispose che l’azienda questo poteva fare e se le cose ai lavoratori non andavano bene potevano andarsene.

A.D.R.: oltre alle riunioni sindacali è successo che io come guardia giurata, al fine di rendermi conto di quella che era la reale situazione all’interno della società ho preso parte anche ad altre riunioni informali ed ho avuto modo di constatare che in realtà la signora Privitera Antonia, nella sua qualità era demandata solo al compito di firmare gli atti amministrativi e/o assegni bancari che di volta in volta, sia il Savasta che la Russo Mariella le dicevano di firmare.

Ricordo che spesso e volentieri la signora  Russo Mariella interveniva nelle varie discussioni tra sindacati e azienda esprimendo il suo pensiero sull’argomento, che, nella stragrande maggiorana dei casi era sempre quello che la guardia giurata doveva ringraziare Dio che lavorava e che doveva avere pretese. Analoghe testimonianze sono state raccolte anche da altre guardie giurate, le quali sentite a s.i., tra l’altro , hanno sostanzialmente confermato l’atteggiamento di Savasta Vincenzo, Russo Maria e  Privitera Salvatore, nei loro confronti, in merito al pagamento dello straordinario in nero e a tariffa inferiore rispetto a quella prevista contrattualmente; alle inutili contestazioni e/o osservazioni sull’applicazione di una tariffa di circa quattro, cinque euro/l’ora a fronte di una tariffa contrattuale di circa euro undici/dodici lorde e l’ out – out imposto alle guardie giurate “se non vi sta bene potete andarvene”. In particolare:

L’AUDIZIONE A S.L DI BOSCIA GIOVANNI

Verbale di s.i. redatto il 16.02.2008 nei confronti di Boscia Giovanni, nato a Motta d’Affermo (ME) lo 01.02.1957, residente in Messina, vico Verginelle nr. 4 – vill. Camaro Superiore [vgs.ali. n. 47).

A.D.R.: Presto servizio in qualità di guardia particolare giurata presso l’istituto di vigilanza denominato Il Detective dal mese di agosto 2000. Sono entrato all’istituto di vigilanza grazie all’interessamento della sig.ra Privitera Antonia che in quel periodo era anche rappresentante legale dell’azienda. Appena entrato mi sono reso conto che la gestione dei servizi delle guardie giurate era demandata ai sigg. Russo Mariella, Privitera Salvatore e al dipendente amministrativo Mimmo Barba. Per quel che riguarda la retribuzione ordinaria e straordinaria a interessarsi in prima persona era la sig.ra Mariella Russo coadiuvata dagli stessi Privitera Salvatore e Domenico Barba. A.D.R.: Il pagamento dello stipendio normalmente avveniva il quindici di ogni mese e in alcuni casi si potevano chiedere acconti sullo stipendio che venivano pagati il trenta di ogni mese.

A.D.R.: Preciso che il quindici di ogni mese insieme alla retribuzione ordinaria si provvedeva anche al pagamento dello straordinario mediante dei fuori busta, in contanti ed in nero dal punto di vista contabile. Al momento della riscossione in contanti dello straordinario pagato in nero, ogni guardia giurata, me compreso, firmava delle ricevute generiche a madre e figlia.

La tariffa applicata per il pagamento dellostraordinario in nero era nettamente inferiore a quella prevista contrattualmente.

Per quanto riguarda lo stipendio io personalmente ho chiesto e ottenuto l’accredito presso l’istituto di credito Monte dei Paschi di Siena fil. Di Barcellona P.G. -.

A.D.R: lo personalmente in merito al pagamento in nero dello straordinario, che percepivo, sono andato a rappresentare le mie osservazioni direttamente alla ,sig.ra Privitera Antonia, e la stessa mi ha rassicurato dicendomi che avrebbe parlato con Russo Mariella per sistemare la cosa. Il tempo passava ma la situazione del pagamento dello straordinario in nero e a tariffanettamente inferiore non era mutata tant’è che sono ritornato nuovamente dalla sig.ra Privitera Antonia rappresentando il fatto ma questa volta non solo a livello personale ma anche a nome degli altri colleghi che insieme a me vivevano quellà realtà e che erano costretti ad accettare quella situazione per poter fronteggiare le primarie esigenze della famiglia.

In questa occasione chiesi anche dei soldi in prestito alla sig.ra Privitera Antonia per poter fronteggiare delle spese impreviste e la stessa prese la cifra pari ad un milione e mezzo e me la diede. Tale somma è stata da me restituita con delle trattenute mensili sulla busta paga.

A.D.R.: Tra noi colleghi abbiamo sempre parlato della situazione del lavoro straordiriario, che veniva pagato ad una tariffa inferiore, e tutti all’uniso, erano concordi che questa situazione non poteva durare, lamentandoci del fatto che ogni qualvolta qualcuno andava a contestare i fatti alla sig.ra Russo Mariella o al sig. Privitera Salvatore, questi rispondevano che la situazione era questa e se non stava bene potevamo andarcene.

Chiaramente tutti avevamo necessità di lavorare e per tale ragione a malincuore continuavamo a prestare la nostra opera. Questa situazione è durata dal momento del mio ingresso nell’azienda (21.08.2000) fino al mese di maggio 2007(mese in cui è morta la sig.ra Privitera Antonia). Io personalmente non sono mai andato direttamente a contestare il pagamento nei termini di cui sopra, direttamente dalla sig.ra Russo Mariella né dal Privitera Salvatore, perché già, attraverso i miei colleghi, sapevo la risposta che avrei ricevuto. A conferma di questa mia tesi posso riferirvi un episodio accaduto verso la fme dell’anno 2006, quando io personalmente sono andato dalla sig.ra Privitera Antonia chiedendo, visto il mio curriculum lavorativo fino a quel momento, un miglioramento sotto il profilo professionale ed economico. La sig.ra Privitera Antonia, in mia presenza, ha chiamato la sig.ra Russo Mariella per chiederle di valutare l’opportunità di un mio nuovo inquadramento sotto il profilo professionale ed economico, e la sig.ra Russo con tono imperativo ha risposto un secco no. Fu allora che capì chi veramente gestiva la società dal punto di vista economico e professionale delle guardie tant’è che da quel momento non ho più avuto alcun contatto con la sig.ra Russo Mariella.

A.D.R.: Nella stessa circostanza di cui sopra dissi pure alla sig.ra Privitera Antonia e alla sig.ra Russo Mariella che nella busta paga mancavano le varie voci d’indennità: notturna; d’arma etc, e la Russo Mariella rispose che io ero abbastanza inquadrato dal punto di vista economico e che queste cose non me li pagava.

A.D.R.: Un altro aspetto della vita societaria era che all’interno dell’azienda non si poteva parlare di sindacato e in particolare, di rivolgersi al sindacato per ottenere i benefici che fino a quel momento la sig.ra Russo Maria, non si sa per quale motivo, non riconosceva. Accadde però nel 2004 che circa quindici persone si sono iscritte al sindacato e scoppiò il finimondo, con ripercussioni dal punto di vista lavorativo nei loro confronti. Di queste persone ricordo esserci Santamaria, Mondi, Di Natale, Mancuso Giuseppe, Buttò e Parisi. Queste persone dal momento della loro scelta di iscriversi al sindacato, fino al giugno 2007 hanno subito delle ritorsioni che vanno dal cambiamento del luogo dove prestare servizio, all’impiego con turni di otto ore giornaliere, non dando quindi la possibilità di fare ore di straordinario, comportando di conseguenza problemi economici e familiari.

A.D.R.: Ricordo, se non erro nel 2004, in occasione di un controllo da parte dell’Ispettorato del Lavoro a seguito di denunce presentate aventi per oggetto il lavoro straordinario svolto dalle guardie giurate, tutte le guardie fuori dal servizio sono state chiamate a partecipare ad una riunione presso la sede della società, sita in via Garibaldi, dove presenziava la sig.ra Russo Mariella.

Ho partecipato alla riunione e la sig.ra Russo Mariella, dopo aver informato le guardie dell’ispezione in corso da parte dell’Ispettorato del Lavoro, ha detto che in caso di chiamata da parte degli Ispettori, dovevamo dichiarare che non facevamo ore di straordinario in più rispetto a quelle indicate in busta paga, perché in caso contrario l’azienda avrebbe chiuso e potevamo andarcene a casa.

A.D.R.: Dopo quella riunione ricordo che pochi giorni dopo, un gruppo di guardie giurate compreso me, siamo andate presso la sede dell’ispettorato del lavoro, sita in via Garibaldi e ivi giunto ho notato anche la presenza del Savasta Vincenzo. Io sono stato sentito dagli Ispettori e memore di quanto mi è stato detto nel corso della suddetta riunione, del pericolo manifestato dalla sig.ra Russo Mariella della perdita del posto di lavoro, ho dichiarato una versione dei fatti diversa dalla realtà vale a dire che non facevo ore di straordinario oltre quelle indicate in busta paga.–

 

L’AUDIZIONE A S.L DI MANCUSO GIUSEPPE

Verbale di altre s.i. redatto il 18.02.2008 nei confronti di Mancuso Giuseppe, nato a Messina il 05.05.1969 residente in Villafranca T., via G.ppe Tomasi di Lampedusa nr. 81. [ vgs. alI.n. 41].

A.D.R.: dal 28.09.1996 presto servizio in qualità di guardia giurata presso l’Istituto di Vigilanza denominato “Corio Antonino – Il Detective”. Fino a oggi ho prestato servizio presso il Policlinico – Università, Istituti bancari e attualmente svolgo la mia attività presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Messina. Dopo la morte del sig. Corio Antonino avvenuta nell’anno 1998, rappresentante legale della società divenne la di lui moglie Privitera Antonia. In realtà ho avuto modo di constatare personalmente che per quanto riguarda la gestione del personale guardie giurate e in particolare dei servizi e delle retribuzioni ordinarie e straordinarie se ne occupava la signora Russo Mariella coadiuvata, all’inizio della mia assunzione dal sig. Chiarella Vincenzo, oggi in quescenza e padre dell’attuale guardia giurata Chiarella Giuseppe, e da Privitera Salvatore. Nell’ufficio Amministrazione vi era pure un altro dipendente che corrisponde a Domenico Barba.

A.D.R.: per quanto riguarda i rapporti con Enti pubblici e/o Enti locali se ne occupava il sig. Savasta Vincenzo il quale aveva anche il compito di predisporre tutta la documentazione comprensiva di offerte economiche e offerta tecnica per la partecipazione alle gare d’appalto. Questa organizzazione all’interno della società è durata, dal 1998 al Maggio- Giugno del 2007 ( periodo in cui è morta la signora Privitera Antonia).

A.D.R.: la signora Russo Mariella coadiuvata dal Privitera Salvatore e dal Barba Domenico il quindici di ogni mese provvedeva al pagamento dello stipendio mediante assegni bancari per coloro che nel frattempo non avevano chiesto l’accreditamento in banca mentre per coloro che avevano necessità intorno al trenta di ogni mese vi era la possibilità di avere un acconto sul prossimo stipendio.

A.D.R.: la situazione all’interno della società era che la stragrande maggioranza delle guardie giurate prestava ore di servizio straordinarie per sopperire a delle esigenze di servizio. In piccola parte queste ore venivano inserite in busta paga e liquidate a tariffa prefettizia, se non erro intorno ai dodici euro/ora, mentre la restante parte veniva liquidata, sempre dalla signora Russo Mariella, in nero, in contanti e ad una tariffa nettamente inferiore a quella prefettizia, se non ricordo male intorno alle quattro euro l’ora, facendoci firmare come ricevute dei bollettini a matrice flglia.

Il pagamento avveniva nello stesso momento in cui si pagava lo stipendio con i contanti inseriti in una busta.

A.D.R.: Io personalmente ho iniziato a lamentarmi con la signora Russo Mariella invitandola a regolarizzare le varie voci in busta paga, ad esempio il pagamento dell’indennità notturna, il pagamento dell’indennità d’arma e soprattutto la retribuzione dello straordinario a tariffa Prefettizia e non a quattro euro l’ora.

Per tutta risposta la signora Russo Mariella mi rappresentò che per lei le voci in busta paga erano regolari e che per quanto riguarda il pagamento dello straordinario in nero la società era orientata in questo senso e se non mi stava bene potevo andarmene, naturalmente dietro mie dimissioni.

Li per li fui tentato ad andarmene, ma resomi conto della situazione occupazionale in Messina, della famiglia che avevo da mantenere sono stato costretto a continuare a lavorare alleloro condizioni. La mia battaglia però è continuata, anche a livello sindacale, mediante la mia iscrizione al sindacato CGIL, se non erro nel 2003 o 2004 è successivamente, dopo la morte della signora Privitera Antonia, nel maggio 2007, con la mia iscrizione al  sindacato della CISL.

A.D.R.: nel momento in cui all’ interno della società hanno saputo della mia iscrizione al sindacato della CGIL sono iniziate un serie di ritorsioni nei miei confronti, che vanno dal continuo spostamento del posto di lavoro, allo svolgimento di sole sette ore giornaliere, arrecandomi non solo disagi dal punto di vista familiare, ma anche economici.

A un certo punto, stanco di questa situazione, mi sono cancellato dal sindacato CGIL.Dopo la morte della signora Privitera Antonia si è creato un diverbio societario con dei contrasti tra i soci.Naturalmente di questa situazione tra colleghi ne parlavamo in continuazione, perché ci rendevamo conto che il nostro futuro lavorativo era in pericolo e fu così che durante una riunione tra le guardie giurate, alla quale partecipò, senza essere invitato, il sig. Savasta Vincenzo. Nel corso della riunione io insieme ad altri prospettammo ai miei colleghi di iscriverci ad un sindacato per tutelare i nostri diritti di lavoratori e fu allora che il sig. Savasta Vincenzo disse che lui conosceva una persona in gamba della CISL che avrebbe fatto al caso nostro e la indicò nella persona di Francesco Rubino, elogiando la persona come una in gamba, preparata ed incorruttibile.

Per quel che a mia conoscenza c’è stata una grande adesione al sindacato della CISL. Nel corso di un’assemblea sono stati anche nominati i rappresentanti sindacali di categoria nelle persone di Matteo Salvatico, Chiarella Giuseppe, Cordaro Vincenzo, Salvatore Parisi e Mancuso Giuseppe.

 

L’AUDIZIONE A S.L DI ALONGI PAOLO

Verbale di altre s.i. redatto il 06.02.2008 nei confronti di Alongi Paolo, nato a Messina il 05.09.1951 ed ivi residente, via Calatela snc, vill. Camaro Sup. [ già trasmesso con nota pari numero del 14.02.2008 ]

A.D.R: Dopo aver preso visione della copia del titolo di credito tratto sul Monte dei Paschi di Siena contraddistinto dal nr. 6039677606-01 dell’importo di euro 800,00, posso affermare che l’assegno circolare che mi ponete in visione io non  l’ho mai visto e non riconosco come mia la firma apposta come girata sul retro del titolo di credito.

Conosco la sig.ra Russo Maria, da noi chiamata Mariella, dipendente del detective, la quale si interessa della retribuzione ordinaria e straordinaria dei dipendenti guardie giurate. A.D.R.: Con la sig.ra Russo Maria non ho mai avuto rapporti di nessun tipo, non mi ha mai fatto prestiti né  dovevo del denaro a lei per qualsiasi motivo.

L’Ufficio dà atto che invita il sig. Alongi Paolo ad apporre numero dieci firme su foglio di carta formato A4 al fine d’effettuare saggi grafici. Il sig. Alongi aderisce all’invito ed effettua saggi grafici che fanno parte integrante del presente atto. A.D.R.: Sono guardia giurata dal 25.10.1982 ed ho sempre lavorato per l’istituto Il Detective.

La società era amministrata dalla sig.ra Privitera Antonina, deceduta nel mese di maggio 2007, ma di fatto era gestita da Russo Mariella, SavastaVincenzo e Privitera Salvatore.

Come detto in precedenza la retribuzione ordinaria e straordinaria era gestita dalla sig.ra Russo Maria e in parte dal sig. Privitera Salvatore.

Lo stipendio veniva pagato il quindici di ogni mese unitamente ad una busta contenente in contanti l’ammontare relativo allo straordinario pagato in nero. Eventuali acconti sullo stipendio venivano pagati normalmente a fine mese.

A.D.R:  Era prassi nella società che la sig.ra Russo Maria provvedeva al pagamento anche dello straordinario mediante dei fuori busta e quindi in nero e a tariffa nettamente inferiore a quella prevista dal contratto collettivo nazionale.

Ho provato a rappresentare che ciò non era giusto e che lo straordinario una volta fatto doveva essere pagato alle tariffe previste per legge ed ogni volta mi veniva risposto, sia dal Savasta che dal Privitera Salvatore e anche dalla sig.ra Russo Maria che queste erano le condizioni e se non mi stava bene potevo andarmene.

Io naturalmente ho una famiglia da mantenere, sono monoreddito e ho dovuto,

mio malgrado soccombere a questa situazione.–

A.D.R.: Una situazione molto simile c’è stata anche per quanto riguarda il diritto dei lavoratori di iscriversi ad un sindacato di categoria. In società era assolutamente vietato parlare di sindacati e chiunque lo facesse veniva sottoposto a delle ritorsioni del tipo: variazione del luogo dove presta servizio al fine di arrecare danno al lavoratore e quindi alla famiglia; fare effettuare dei turni di servizio senza alcuna ora in più di straordinario, incidendo quindi sulla retribuzione mensile e quindi creando disagi familiari e economici.

A.D.R.: So che in passato, circa due – tre anni fa c’è stata un’ispezione da parte dell’ufficio del lavoro presso l’istituto di vigilanza al fine di accertare se le guardie giurate effettuavano ore di straordinario.

lo personalmente sono stato convocato per rendere dichiarazioni in merito ed ho dichiarato, che in alcuni casi facevo straordinario che mi veniva pagato fuori busta.

 

L ‘AUDIZIONE A S.L DI BUTTÒ TINDARO

Verbale di altre s.i. redatto il 07.02.2008 nei confronti di Buttò Tindaro, nato a Patti il 19.01.1954 residente in Montagnareale contrada Carestia nr. 20 [ già trasmesso con nota pari numero del 14.02.2008 ]

A.D.R.: Dallo 01.01.1986 presto servizio come guardia giurata presso la società denominata Corio Antonio Il Detective Srl..

Fino al mese di maggio 2007, quando la società era amministrata dalla sig.ra Privitera Antonina, in realtà di fatto la società era gestita dal sig. Savasta Vincenzo, dalla sig.ra Russo Maria e dal sig. Privitera Salvatore, coadiuvati dall’impiegato Barba Domenico.

 In pratica la sig.ra Russo Maria si interessava dei turni di servizio delle guardie giurate e della loro retribuzione ordinaria e straordinaria. Il Privitera Salvatore, stava in ufficio in appoggio alla sig.ra Russo Maria mentre il sig. Savasta Vincenzo sovrintendeva a tutte le operazioni e seguiva le gare di appalto a cui la società doveva partecipare o i rapporti con gli Enti per quanto riguarda i pagamenti dei servizi resi.

A.D.R.: Fino alla morte della sig.ra Privitera Antonina il pagamento dello stipendio avveniva il quindici di ogni mese, unitamente allo straordinario che veniva pagato a

parte, fuori busta e in nero.  In alcuni casi a specifica richiesta, il trenta di ogni mese si dava qualche acconto sullo stipendio. Sia nel caso del pagamento dello straordinario in nero che nel caso di acconti sullo stipendio ci venivano fatte firmare delle ricevute a madre e figlia. A.D.R.: lo personalmente, quando c’era la possibilità ho effettuato dei turni di straordinario al fine di guadagnare qualcosa in più e soddisfare le esigenze della mia famiglia.

Sapevo che la tariffa applicata per il pagamento dello straordinario in nero era nettamente inferiore a quella prevista contrattualmente, tuttavia non ho mai avanzato lamentele perché avevo assolutamente bisogno di quei soldi per far fronte alle esigenze della famiglia.

A.D.R.: Se non ricordo male, alla fine del 2006 inizio 2007 mi sono iscritto al sindacato della CGIL. In questo periodo sono andato dalla sig.ra Russo Maria con in mano la mia busta paga  ed ho rappresentato il fatto che presto servizio da circa venti anni e sono sempre allo stesso livello retributivo.

Per tutta risposta la sig.ra Russo Maria mi disse che se non mi andava bene di presentare anche io denuncia e nello stesso tempo aggiunse che potevo dare le

dimissioni e andarmene.  Ricordo anche che la sig.ra Russo Maria nell’occasione ebbe a dirmi quasi a mò di rimprovero che mi ero iscritto al sindacato. La parola sindacato all’interno della società non doveva essere pronunciata perché in caso contrario le guardie giurate sarebbero state oggetto di ritorsioni che vanno dal cambio del luogo di lavoro al fine di arrecare disagi familiari ed economici; turni giornalieri di sette ore in modo tale da non consentire lo svolgimento di lavoro straordinario, recando danno economico alla famiglia. Tale comportamento era finalizzato a snervare la guardia giurata in modo tale che quest’ultima, stanca dei continui soprusi, desse le dimissioni e se ne andava.

A.D.R.: Per fare valere i miei diritti di lavoratore, attraverso il sindacato e il legale avv. Giacomo Calderonio, ho presentato al Tribunale Civile di Messina – sezione lavoro – istanza per il riconoscimento delle varie indennità (notturno; di mensa; dell’arma etc) che non mi sono mai state liquidate, e il 12.03.2007 c’è stata la prima

comparizione delle parti.

 

L’AUDIZIONE A S.l. DI MONDÌ ANTONINO DEL 05.02.2008

Verbale di altre s.i. redatto il 05.02.2008 nei confronti di Mondì Antonino, nato a S.Pier Niceto il 28.10.1951 residente in Messina,via Nazionale n. 163 [già trasmesso con nota pari nr. del 14.02.2008 ]

A.D.R: Dal 1975 presto servizio in qualità di guardia giurata presso l’istituto di vigilanza denominato Il Detective con sede inMessina via Garibaldi. A.D.R.: Dal 1980 presto servizio presso il Policlinico Universitario di Messina. Se non ricordo male intorno al 2004/2005 ho deciso di iscrivermi al sindacato della CGIL che all’epoca aveva come segretario provinciale il sig. Silvestro. Fino a quel momento facevo delle ore di straordinario al mese e subito dopo la mia iscrizione al sindacato, ho avuto la sgradita sorpresa di ricevere i fogli di servizio (mensili) firmati dall’allora amministratore Privitera Antonina, dove venivano istituiti dei turni di servizio di ore sette giornalieri. Di questa situazione ho immediatamente presentato le mie lamentele ai sigg. Russo Mariella e Privitera Salvatore, che erano le persone preposte a fare i servizi delle guardie, i quali mi hanno sempre risposto che siccome mi ero iscritto al sindacato della CGIL facevo sette ore giornaliere. Tale situazione mi portò a percepire mensilmente una retribuzione pari a euro 900,00 circa, assolutamente insufficiente per le esigenze della mia famiglia. Desidero precisare che prima dei suddetti fatti svolgevo una media di ore sessanta di straordinario che mi veniva inserito in busta paga. Questa situazione è durata fino alla morte della sig.ra Privitera Antonina avvenuta se non erro nel maggio del 2007, ed io più di una volta ho fatto presente le mie lamentele alla sig.raRusso Mariella, al sig. Privitera Salvatore e al sig. Savasta Vincenzo, i quali di fatto gestivano la società, ed ho ricevuto sempre la stessa risposta: che sono iscritto al sindacato, che questo era lo stipendio e se non mi stava bene potevo andarmene.

So che nella stessa situazione ci sono anche altre guardia giurate iscritte al sindacato della CGIL.  A.D.R.: Decisi allora,  il 31.05.2006, di rivolgermi al Tribunale Civile di Messina – Sezione Lavoro – attraverso l’avv. Giacomo Calderonio del sindacato CGIL, per chiedere la differenza di retribuzione spettante per gli anni 2001 – 2002 – 2003 – 2004 e parte del 2005 in quanto a parità di livello vedevo che c’erano dei colleghi che prendevano di stipendio circa 1.200,00 – 1.300,00 euro al mese mentre io percepivo circa 900,00. A.D.R.: Prima della comparizione delle parti in Tribunale, se non erro nel mese di marzo 2007, sono stato contattato da Russo Mariella la quale mi propose di ritirare l’istanza da me presentata al Tribunale di Messina in cambio delle somme a me spettanti e della mia cancellazione dal sindacato della CGIL . Aderì alla richiesta, mi cancellai dal sindacato della CGIL, ho ritirato l’istanza al Tribunale di Messina, ma non ho ancora oggi ricevuta alcuna somma di danaro per sanare la differenza di retribuzione emersa negli anni 2001 – 2002 – 2003 – 2004 – e parte del 2005.

Voglio precisare che la Russo Mariella mi ha anticipato la somma di euro 750,00, in contanti, per fare fronte alle spese legali con l’impegno da parte mia che nel momento della riscossione delle somme a me dovute gliele avrei restituito.

A.D.R:  Dopo la mia cancellazione dal sindacato della CGIL,avvenuta se non erro nel mese di marzo 2007, ho iniziato a fare otto ore giornaliere di servizio che al mese mi comportano circa 35 – 40 ore di straordinario. A.D. R.: LA CONFERMA CHE LA RETRIBUZIONE MENSILE DA ME PERCEPITA NEGLI ANNI PASSATI ERA INFERIORE AL DOVUTO L’HO AVUTA NEL MOMENTO IN CUI IL TIMONE DELLA SOCIETÀ È PASSATO ALL’AMMINISTRATORE GALIZIA IN QUANTO HO AVUTO LA GRADEVOLE SORPRESA DI RICEVERE LE BUSTE PAGA AGGIORNATE AL MIO LIVELLO RETRIBUTIVO.

A.D. R.: Devo aggiungere che quando è iniziata la controversia tra soci per avere il controllo della società, sono stato avvicinato dalla guardia giurata Chiarella Giuseppe, in servizio al Policlinico Universitario di Messina, il quale mi chiese di scrivermi al sindacato della CISL al fine di avere una forza dal punto di vista numerico e tutelare il posto di lavoro.

 

L’AUDIZIONE A S.I. DI MONDÌ ANTONINO DEL 07.02.2008

Verbale di altre s.i. redatto il 07.02.2008 nei confronti di Mondi Antonino, sopra meglio generalizzato. [ già trasmesso con nota pari numero del 14.02.2008 ]

A.D.R: Ad integrazione delle dichiarazioni da me rese in data 05 febbraio 2008 innanzi a voi vi esibisco e consegno copia dell ‘istanza presentata dal legale avv. Giacomo Calderonio nel mio interesse presso il Tribunale Civile di Messina – Sezione Lavoro – in data 31.05.2006, con allegata la comparizione delle parti fissata per il 12.03.2007. Alla istanza è allegata la revoca del mandato a mia firma datata 09.03.2007 diretta all’avv. Giacomo Calderonio, nel rappresentarmi presso la sezione del Lavoro nel giudizio innanzi al G. U. dr.ssa Catarsini per il giorno 12.03.2007; la

fattura  nr. 8 datata 09.03.2007 emessa dall’avv. Giacomo Calderonio dell’importo di euro 734,40, che è anche la somma che la sig.ra Russo Maria mi ha anticipato per pagare le spese legali; copia della lettera di dimissioni dal sindacato Filcams – CGIL.

A.D. R.: Vi esibisco e consegno, inoltre, copia degli ordini di servizio che mi sono stati rilasciati dopo la mia iscrizione al sindacato, da dove si evince che effettuavo turni di servizio di sette ore giornaliere, in particolare, per il periodo: (1.06.2005 29.06.2005) – ( 16.01.2006 – 31.01.2006) (01.02.2006 – 22.02.2006) – (17.03.2006 – 31.03.2006) (01.04.2006 – 30.04.2006) – (01.05.2006 – 31.05.2006) – ( 01.07.2006 -31.07.2006). A.D.R.: Se non ricordo male nell’anno 2004 ho appreso che presso la sede dell ‘istituto di vigilanza il detective di questa via Garibaldi c’è stato un intervento congiunto della Guardia di Finanza unitamente a personale dell ‘ispettorato del Lavoro di Messina, i quali hanno sequestrato della documentazione che è stata racchiusa tutta in una stanza sita presso la sede dell’istituto.  In quell’occasione, subito dopo c’è stata una riunione presso la sede di via Garibaldi, con la partecipazione di quasi tutte le guardie che in quel momento non erano di… con la presenza del sig. Savasta Vincenzo, Russo Maria e Privitera Salvatore.  Quando sono giunto presso la sede della società ho già trovato presenti una trentina di guardie giurate insieme ai suddetti Savasta, Privitera e Russo Maria. Immediatamente sono stato messo al corrente di quello che era successo e di quello che era l’intendimento della società vale a dire che in caso di chiamata da parte dell’ispettorato del Lavoro dovevamo dichiarare che non si facevano ore di straordinario oltre quelle indicate in busta paga e che non venivano pagate ore di straordinario in nero o comunque a tariffa inferiore rispetto a quella prevista contrattualmente. Io personalmente, sono stato invitato a presentarmi presso l’ispettorato del lavoro dove ho reso dichiarazioni senza seguire l’intendimento della società in quanto ho dichiarato, attraverso anche l’esibizione di documentazione (cartellini di timbratura da dove si rileva l’orario di lavoro che vi esibisco e consegno in copia – anno 2004 mesi di gennaio Febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, settembre, ottobre novembre) la verità sui miei turni di lavoro. Dall’esame della documentazione è emerso che in media ho prestato mensilmente circa 240 ore di lavoro effettivo a fronte di ore 173 previste contrattualmente. Se non ricordo male l’audizione innanzi all’ispettorato del Lavoro è avvenuta lo 09.12.2004 e il giorno dopo mi sono recato regolarmente al posto di lavoro presso il Policlinico Universitario. Quando sono giunto i colleghi mi hanno accolto dicendomi, con fare sarcastico, che mi ero comportato bene all ‘ispettorato del lavoro e che avevo fatto togliere l’orologio marcatempo. Io risposi loro che avevo solo dichiarato la verità innanzi alla Commissione e che non era colpa mia se altri avevano tolto l’orologio marca tempo installato presso il Policlinico di Messina. Nella stessa circostanza i colleghi mi hanno anche detto che era scomparso il registro firme dove vi era l’indicazione dell’orario di lavoro delle guardie giurate in servizio al Policlinico. A.D.R.: non conosco le persone che hanno tolto l’orologio marca tempo.

A.D.R:  Per quel che può essere utile alle vostre indagini intendo riferire che ieri sera giorno 06.02.2008 mentre svolgevo servizio presso il Policlinico Universitario di Messina locale monitoraggio con turno 22,00/06,00, al telefono interno contraddistinto dal numero 090/2212399 sono stato raggiunto da una telefonata da parte della guardia giurata Chiarella Giuseppe il quale mi ha informato che la guardia

giurata Pinto è stata chiamata dalla Guardia di Finanza e mi ha chiesto se anche io ero stato chiamato e che domande mi avevano fatto. Io risposi che sono stato chiamato dalla Guardia di Finanza, che ancora mi dovevo presentare e che quindi vivevo in stato di ansia non sapendo il contenuto della convocazione. Al momento della telefonata nei locali del monitoraggio non c’erano presenti altre guardie giurate.

 

L’AUDIZIONE A S.I. DI PANNUCCIO ANGELO DEL 21.11.2007

Verbale di altre s.i. rese il 21 novembre 2007 dalla guardia giurata Pannuccio Angelo, nato a Messina il 24.08.1960 ed ivi residente, vill. Santa Lucia sopra Contesse, complesso case basse. [ già trasmesso con nota pari numero del 29.11.2007 ]

A.D.R.: Da circa quattordici anni presto servizio presso l’istituto di vigilanza denominato ” Il Detective”. Sono stato presente sotto l’amministrazione del sig. Corio Antonino e della di lui moglie Privitera Antonia nonché nei pochi mesi in cui il sig. Savasta Vincenzo svolgeva le funzioni di rappresentante legale della società. A.D.R.: L’impiegata addetta alla retribuzione delle guardie giurate era la sig.ra Russo Mariella. I rapporti con la sig.ra Russo Mariella non sono mal stati buoni a causa del suo atteggiamento nei miei confronti in occasione del pagamento delle spettanze sia ordinarie che straordinarie. In particolare posso riferire di un primo episodio accaduto durante l’amministrazione del sig. Corio Antonino. Ricordo che io ero impiegato di servizio presso l’istituto CNR di Pistunina dove se non erro facevo dodici ore di servizio al giorno. Così facendo, al termine del mese accumulavo circa centocinquanta ore di straordinario. Nell’occasione la sig.ra Russo Mariella non ha mai provveduto a pagarmi gli straordinari sostenendo che il servizio era quello e che il CNR pagava solo otto ore di servizio attestato dalle punzonature. Alle mie rimostranze la sig.ra Russo Mariella mi disse che se mi piaceva era così in caso contrario era pronto il mio licenziamento. NelIo stesso momento la sig.ra Russo Mariella ha preparato la lettera di licenziamento e mi invitò a fIrmarla. Io mi rifIutai e chiesi di parlare con il sig. Corio Antonino al quale spiegai tutti i fatti. Il sig. Corio Antonino disse allora alla sig.ra Russo Mariella di strappare il licenziamento e di mettermi di servizio al Policlinico Universitario. A.D.R.: Chiaramente i rapporti con la sig.ra Russo Mariella divennero tesi. Dopo la morte del sig. Corio Antonino ho notato che il modus operandi della sig.ra Russo Mariella, fino a oggi, è sempre lo stesso per quanto riguarda il pagamento dello straordinario. Anzi, l’ammontare dello straordinario, una parte veniva indicato sulla busta paga (in questo caso ogni ora di straordinario veniva pagato alla tariffa prevista dal contratto) e una parte veniva pagata in nero sempre dalla sig.ra Russo Mariella con una tariffa nettamente inferiore a quella prevista dal contratto. In quest’ultimo caso la sig.ra Russo Mariella ci rilasciava una ricevuta generica. Questo modo di operare la sig.ra Russo Mariella lo fa con tutte le guardie giurate. A.D.R.: Chiaramente io mi sono ribellato a questa situazione ed ho sempre preteso di avere corrisposto lo straordinario in base alle ore da me prestate. Per tutta risposta la sig.ra Russo Mariella mi disse che la situazione era questa se non mi andava bene potevo andarmene. Naturalmente io ho una famiglia da mantenere e a malincuore accettavo la situazione. Ho continuato per un certo periodo a ribellarmi a questa situazione fino a quando stanco di tutto mi sono rassegnato a questo andazzo. A.D.R.: Per dare un’idea della situazione societaria desidero riferire di un episodio accaduto a un mio collega tale Cucinotta Marco, oggi in pensione da circa due anni. Se non erro Cucinotta Marco mi disse che circa quattro anni fa fu avvicinato da Savasta Vincenzo al suo posto fisso del Policlinico – zona eliporto – dove lui prestava servizio.

In quell’occasione il sig. Savasta era andato da lui per dirgli di cancellarsi dal sindacato in caso contrario avrebbe preso la pistola in dotazione al Cucinotta e gli avrebbe sparato in testa. So che da lì a poco il Cucinotta Marco si è cancellato dal sindacato.

 

L’AUDIZIONE A S.I. DI ALONGI PAOLO DEL 22.11.2007

Verbale di altre s.i. rese il 22 novembre 2007 dalla guardia giurata  Pannuccio Angelo, nato a Messina i124.08.l960 ed ivi residente, via 11. Santa Lucia sopra Contesse, complesso case basse. [già trasmesso con nota pari numero del 29.11.2007]

A.D.R.: Mi presento spontaneamente per integrare le dichiarazioni già rese da me in

sede di s.i. innanzi alla polizia giudiziaria in data 21.11.2007 e per riferire un episodio accaduto circa due anni fa. In particolare ricordo che circa due anni fa l’istituto di vigilanza era sottoposto ad un controllo da parte dell’ispettorato del lavoro in quanto erano giunte notizie che le guardie giurate facevano ore di straordinario che non risultavano in busta paga e che venivano pagate in nero. Tale circostanza, così come ho già riferito nelle precedenti dichiarazioni risulta a verità in quanto la signora Russo Mariella, impiegata presso il suddetto Istituto di vigilanza, addetta al pagamento delle ore di straordinario, compilava delle ricevute generiche dove indicava l’importo delle ore di straordinario che in precedenza non erano riportate sulla busta paga. Questo pagamento avveniva applicando delle tariffe orarie per lo straordinario in misura ridotta rispetto a quella prevista per contratto. L’Ufficio dà atto che pone in visione al sig. Pannuccio Angelo dei bollettini di ricevuta generica relativi all’anno 2005 (mesi di giugno, luglio,settembre, ottobre, novembre e dicembre) e un bollettino con l’intestazione acconto marzo 2006. A.D.R.: dall’ esame delle suddette ricevute riconosco in alcune la firma in calce di mia moglie Turrisi Grazia, la quale spesso e volentieri andava presso l’Ufficio del detective per ritirare la somma relativa allo straordinario. Io preferivo non andare in quanto per i motivi espressi nel corso del verbale di s.i. del 21.11.2007, volevo evitare inutili discussioni con la sig.ra Russo Mariella. A.D.R.: Ricordo che durante i controlli dell’Ispettorato del  Lavoro il sig. Savasta Vincenzo, la sig.ra Russo Mariella e anche il sig. Privitera Salvatore, ha riunito le guardie giurate presso la sede dell’istituto di vigilanza dicendoci che dovevamo fare una dichiarazione all’ispettorato dove attestavamo che facevamo le normali otto ore contrattuali e che in caso di lavoro straordinario le ore erano quelle indicate in busta paga.  Il Savasta e la Russo aggiunsero pure che in caso contrario l’azienda avrebbe chiuso e noi saremmo stati disoccupati. Tutti ci siamo preoccupati di salvaguardare il posto di lavoro e garantire un minimo di sostegno economico alla nostra famiglia e quindi la maggior parte di noi, compreso io, siamo stati costretti dalla necessità a rilasciare una dichiarazione mendace. Ciò si desume anche dai bollettini che mi avete posto in visione dove sono riportate le somme percepite dalle guardie giurate in nero per lavoro straordinario retribuito con tariffa inferiore a quella prevista contrattualmente. A.D.R.: Debbo pure riferire che nel periodo del controllo dell’ ispettorato del lavoro, la guardia giurata Chiarella Giuseppe ha chiamato il m.llo Fabiano e in mia presenza gli ha detto che Savasta Vincenzo, tramite Privitera Salvatore, aveva dato disposizione di togliere l’orologio per la punzonatura dell’orario di servizio e tutti i registri dai quali era possibile risalire ai turni di servizio, in modo da non consentire agli organi preposti di ricostruire l’orario di lavoro. Ricordo che l’orologio e i registri, raccolti in sacchi della N.U. di colore nero, li abbiamo portati tutti al padiglione del Policlinico negli scantinati nelle vicinanze della scala antincendio.

A parziale riscontro delle dichiarazioni rese dalle guardie giurate e dal sig. Silvestro Giuseppe – segretario generale Filcams e CGIL – sono state acquisite, a seguito di spontanea consegna da parte della sig.ra Corio Daniela ,[veggasi verbale di acquisizione documentazione redatto il 01.10.2007 ali. n. 481 una serie di blocchetti di ricevuta generica relativamente agli anni 2002 – 2003 – 2004 – 2005 che la stessa ha rinvenuto presso gli Uffici della società di vigilanza siti in questa via Garibaldi nr. 85, che testimoniano il pagamento di acconti sullo stipendio e dello straordinario in nero non indicato in busta paga, che avveniva normalmente nel primo caso il trenta di ogni mese mentre nel secondo caso il quindici di ogni mese. Inoltre, la sig.ra Corio Daniela ha consegnato a questo Ufficio tronconi di assegni, in originale, rinvenuti sempre presso gli Uffici della sede di via Garibaldi, relativi al conto corrente nr. 701/57 che la società intrattiene presso la Banca di Roma. Gli stessi si riferiscono agli anni 2001 – 2002 – 2003 e le indicazioni scritte sui tronconi: l’importo, la data e il motivo dell’emissione dell’assegno, non lasciano dubbi su quella che era la gestione della società.

Gli assegni bancari infatti venivano emessi intorno al quindici di ogni mese e sui tronconi vi è l’indicazione “F.B. + altro” che sta per fuori busta + altro.

FINE PARTE VIII. CONTINUA

A cura di Francesco Gangemi

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