gratteriDe Felice ha la presunzione, dal basso del suo tutt’altro che prestigioso incarico probabilmente abusivo, e insiste nel rilasciare dichiarazioni e interviste infette da falsità. L’ultimo bau, bau, riguarda il personale dell’Alitalia su Reggio Calabria. Il presuntuoso Golia sa benissimo che i dipendenti dello scalo di Reggio dipendenti dalla compagnia battente bandiera quasi itagliana, stanno seguendo un percorso di cassintegrazione. De Felice dovrebbe esserne a conoscenza giacché il suo guardaspalle è il compagno della signora Monica Libri, caposcalo di servizio del caro estinto scalo della città del nulla. De Felice mente! I tre ingegneri, dopo aver dignitosamente abbandonato l’orgia, sono scappati e De Felice, senza scomporsi salta l’inghippo facendo venire nella defunta SOGAS ogni giorno a spese degli scemi contribuenti un ingegnere della banda lametina. Applausi, De Felice i baiocchi non sono suoi erano dello Stato Pontificio ora trasferiti allo Stato di Pinocchio.

Prima di chiudere non possiamo non richiamare l’attenzione su quale gravissimo vulnus all’attività investigativa sublime in cui dovrebbe insistere il DE FELICE memore dei successi conseguiti. Quando? Ai tempi in cui una teste “disinteressata” trovò i responsabili dell’’assassinio del Maresciallo AVERSA appartenente alla Polizia di Stato, e della moglie PRECENZANO. QUEI POVERI DISGRAZIATI ACCUSATI  DALLA TESTE GERMINARA  ACCREDITATA  DA DE FELICE, RIMEDIARONO L’ERGASTOLO.

INNOCENTI! 

La verità scoppiò anni dopo. E su quella base la povera GERMINARA, che era entrata in Polizia ottenendo anche una medaglia d’oro, dovette restituirla e fu radiata. DE FELICE che l’aveva accreditata, ora, a distanza di qualche anno, cambia ruolo: distruggerà, nel nuovo ogni possibilità di ripresa di uno sviluppo turistico del SUD partendo dall’utilizzo – non consentito da simile gestione – degli aeroporti di REGGIO e di CROTONE per portare in CALABRIA e nel SUD i flussi turistici ancora in attesa di sistemazione dopo le “primavere arabe”.  Rimaniamo in attesa che siano assunti dalla banda SACAL i picciotti, ovvero i gregari dell’organizzazione mafiosa, affiliati a Sebi ROMEO e alla lercia politica. Che tristezza! I deputati reggini e i responsabili degli enti pubblici finanziatori del CTU Porcino e del dottore avvocato Calarco, sui quali si abbatte la vergogna del fallimento SOGAS, capofila Oliviero, e tacciono alla guisa di un picchio ammosciato. Lucus a non lucendo.

Abbiamo appena inziato, De Felice.

Cordialmente con riserva, Francesco Gangemi

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